Attenzione all’ennesima presa in giro per lo psicologo e per chi soffre

di Consuelo Viviana Ferragina*

Siti e piattaforme che offrono servizi e-learnign proliferano con una velocità vertiginosa, che disorienta per la ripetitività delle prestazioni che offrono.

Ci sono portali che erogano prestazioni psicologiche a pagamento online con possibilità di trasferte e giornate sponsorizzate da influencer del momento.

Ma osserviamoli un po’ più da vicino.

Oltre ad una pubblicità pseudo-accattivante fatta con sfondi che richiamano i setting terapeutici, c’è anche la lusinga da parte di questi operatori, di offrire lavoro a psicologi in cerca di pazienti e di un impiego retribuito.

Se ci si iscrive come potenziali clienti, dopo aver risposto ad una serie di domande imbarazzanti circa l’utilità della terapia psicologica che ha tutto il sapore della scontatezza e della dequalificazione professionale, si viene indirizzati allo psicologo-psicoterapeuta più adatto secondo un criterio che solo chi ha inventato il sistema conosce, professionista che è chiamato per tanto, ad erogare prestazioni con retribuzione media di 10 euro (o poco più), il tutto svolto comodamente da remoto.

Adesso che si lavori in modalità smart, non danneggia di certo il concetto di terapia, anche se ha tutti i limiti di una consulenza a distanza ma che il prezzo sia così mortificante, questo sì, mi produce un impasse,

Perchè una psicoterapia in media prezza 50 euro, cifra che racchiude e sintetizza in parte anche il rispetto che il professionista rivolge al suo mestiere, certo si può oscillare riguardo a questo valore perchè per fortuna c’è chi come me, ritaglia il prezzo sulle reali disponibilità economiche del cliente ma svalorizzare il tempo e la conoscenza del collega dandogli un contributo così riduttivo, questo sinceramente mi sembra un bel po’ mortificante per tutta la categoria.

Se si va sul sito si scorre il tariffario rivolto al paziente ma nulla si dice sul compenso spettante al professionista, avendo avuto modo però di interfacciarmi con chi usufruisce di tale portale per procacciarsi clienti e lavoro, sono venuta a conoscenza di tale onorario.

Adesso che la categoria sia sufficientemente sfruttata, lo sa bene chi ci appartiene, però anche chi ci appartiene non ne è degno rappresentante se accetta simili compensi, perchè svalorizza così facendo, buona parte della classe e legittima chi ha il potere, a trattare il professionista come un soggetto degno di mancia ma non di un reale ed onesto compenso, senza poi considerare che a questi 10 euro si deve applicare l’Iva per garantire massima trasparenza e correttezza rispetto al servizio erogato.

Poi, non esiste un nome cui riferirsi che si occupi del recruiting trattandosi di piattaforma online o start up, basta semplicemente inserire la propria candidatura come professionista che aderisce alle norme contrattuali ed il gioco è fatto.

Se si scorre con attenzione nelle pagine “termini e condizioni” ci sono alcuni punti 5.7 veramente imbarazzanti perchè sollevano le piattaforma da qualsiasi responsabilità di danno provocato a terzi da parte dei professionisti facenti parte dell’iniziativa: “il portale non è responsabile dell’attività dei terapeuti e in caso di loro responsabilità professionale, è sollevato sin da ora da qualsiasi responsabilità esclusiva o concorrente con gli stessi”….. in pratica se succede qualcosa di grave la start-up diventa come Ponzio Pilato, se ne lava le mani, anche se si sfocia nel penale!
Se non si risponde personalmente di ciò che accade in un’attività privata, beh allora credo che siamo ben lontani da ciò che si può ricondurre al concetto di serietà.

Sul web l’unica cosa che compare è infatti l’offerta di servizi online di natura psicologica, ma i professionisti presenti nell’elenco, non hanno fatto colloqui conoscitivi o di valutazione per saggiare la reale preparazione delle loro conoscenze inerenti la materia in oggetto.

Mancando controlli, manca affidabilità a mio avviso e non essendoci un numero di telefono cui riferirsi né un’email per fare esposti o richiedere informazioni, per me può trattarsi tranquillamente di tanti siti truffa presenti sul mercato o, peggio ancora, di quelli che speculano sulla salute della gente pensando di offrire servizi “top”, quando poi alla fine poco si curano del grado di preparazione professionale di chi ci lavora all’interno.

Non voglio scoraggiare la popolazione dal chiedere aiuto, anzi, ma suggerirei come spesso si fa, di prendere sempre informazioni adeguate rispetto al professionista cui ci si rivolge, magari consultando l’albo regionale o chiedendo un contatto telefonico.

Il fatto che la prima seduta sia anche gratuita, non garantisce che la persona con cui ci si sta interfacciando sia realmente capace di affrontare il disagio denunciato, queste sono tutte formule fatte ad hoc per crearsi clientela e proseliti.

Quello che invece dovrebbe accadere è che le istituzioni rinforzino i servizi sanitari creando nuovi posti e quindi nuove opportunità di inserimento professionale per chi realmente vuole fare questo mestiere seriamente e con criterio etico.

Ma siccome siamo in un paese governato da persone che pensano solo a far fruttare i propri interessi a fronte del bello e del buono che si potrebbe fare, dubito che questo mio ennesimo grido di protesta possa giungere a bersaglio.

Però ai cittadini e a coloro che soffrono, spero che il messaggio arrivi forte e chiaro: affidatevi pure ad “uno bravo” ma accertatevi allo stesso tempo che sia in regola con i titoli e che sappia svolgere il suo mestiere con competenza e serietà!

*Psicologa-psicoterapeuta

Le prime pagine dei quotidiani di Martedì 6 Dicembre 2022

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