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Grano Monococco in Sicilia,con progetti Cosmo e Hgc filiera cresce

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Dalla carta al forno: realizzati 10 sfarinati e 14 formati pasta
Roma, 5 giu. (askanews) – Giunto a conclusione, il progetto COSMO ha tracciato la strada della filiera del grano Monococco in Sicilia, centrando nei tre anni di attività tutti gli obiettivi, così come previsto dalla misura del PSR 2014-2022 che l’ha finanziato con la sottomisura 16.1. E dalle spighe delle varierà Hammurabi e Norberto, i partners del gruppo operativo hanno consegnato i risultati delle azioni svolte in campo, in laboratorio e nei forni.
Sono stati realizzati 10 tipologie di sfarinati e 14 formati diversi di pasta; effettuate sia prove di panificazione, perfino ottimi biscotti, sia prove per la produzione di malto con l’assaggio di due aromatiche birre. Dal punto di vista energetico, poi, sono stati realizzati i bricchetti di paglia compressa per alimentare caldaie a biomasse.
“Adesso l’auspicio è poter trovare sugli scaffali dei supermercati tutti i prodotti realizzati in questi tre anni di attività”, commenta il responsabile del progetto Bernardo Messina, del Consorzio Gian Pietro Ballatore, ente capofila del partenariato composto anche dal CREA-IT di Roma.
“Le sue caratteristiche rendono il grano Monococco adatto per la trasformazione in prodotti con un profilo nutrizionale di pregio”, spiega Bernardo Messina. “La coltivazione del Monococco, inoltre, permette di ottenere effetti positivi a livello ambientale – aggiunge il responsabile di progetto – perché non richiede un alto apporto di input esterni per la concimazione”.
“Chiuso il progetto COSMO, noi continueremo a lavorare sul tema ambientale della ecosostenibilità con il progetto HGC”, annuncia Bernardo Messina. Le filiere dei cereali e quella dei legumi, infatti, possono giocare un ruolo determinante sia per la presenza dominante nei regimi alimentari tradizionali dell’area mediterranea, sia per l’ampiezza delle superfici destinate complessivamente a queste colture. Ogni anno in Sicilia vengono coltivati circa 270 mila ettari di superficie a grano duro e 20 mila ettari appena ad altri cereali, quali orzo, avena, grano tenero. Ancora meno, circa 6 mila ettari, a leguminose da granella.
Il progetto si propone di definire protocolli operativi (del Sistema HGS) anche per quelle colture che si adattano molto bene agli ambienti pedoclimatici siciliani, ma sono poco presenti negli ordinamenti colturali regionali, come grano Monococco, avena nuda, farro e lenticchie.
Dalle produzioni cerealicole e dai legumi verranno prodotti 4 tipi di sfarinati innovativi da indirizzare poi nei processi di trasformazione: uno sfarinato a minore indice glicemico, uno per la produzione di prodotti High Protein, uno per la produzione di prodotti “mix cereali” ad alto contenuto in fibra alimentare ed uno sfarinato ad alto contenuto di malto per ottimizzare i processi di lievitazione.

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