Diritti, Hutter e Sala celebrano i 29 anni dalla prima unione civile

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MILANO – “Finalmente abbiamo un punto di ritrovo. Ci ritroveremo qui, da Ivan e Gianni, già da stasera, con Palazzo Marino illuminato di arcobaleno”. Tutto il senso dell’iniziativa odierna si può raccogliere nelle parole di Paolo Hutter, ex consigliere comunale milanese che 29 anni fa (era il 27 giugno 1992) celebrò in piazza Scala, con tanto di fascia tricolore sul petto, le prime simboliche nozze gay italiane. Nove coppie di cui quattro ancora insieme oggi e una, quella composta da Ivan Dragoni e Gianni Delle Foglie, scomparsa ma (come sottolinea lo stesso Hutter) “unita in cielo”.

Ed è proprio commemorando Ivan e Gianni, ma soprattutto ricordando quell’episodio che segnò il primo tassello di tante battaglie, che oggi il Comune di Milano e piazza della Scala regalano ai milanesi una stele per far sì che quel passo rimanga indelebile. Il tutto, a un giorno dall’evento conclusivo della Pride Week, e mentre in Parlamento (ma non solo) si discute del Dl Zan, e più in generale di diritti.

Gli stessi diritti che “per me sono una conferma del percorso fatto in questi cinque anni e che Giuliano Pisapia ha fatto prima di me”, sottolinea Sala a margine dell’evento. “In questo momento certamente a Milano si sente la necessità di testimoniare da che parte stiamo con grande chiarezza- afferma il sindaco- con cose simboliche e anche con atteggiamenti politici fattivi, come l’appoggio al ddl Zan”. Determinato Sala, che si prende i ringraziamenti pubblici della senatrice dem Monica Cirinnà, co-relatrice con Zan del disegno di legge che tanto ha fatto discutere.

“Grazie al sindaco Sala perché Milano è avanguardia nei diritti, e nelle grandi richieste, avanguardia di una città che riconosce pari dignità a tutti”, racconta nel proprio intervento. Cirinnà chiede una mano al capoluogo lombardo: “Vi chiedo aiuto perché tra poche ore inizieremo la grande battaglia per l’approvazione del testo contro l’omofobia in Senato, dunque Milano si faccia sentire al Pride, perché quando si muove il vento del movimento, quel vento arriva a sbattere ai palazzi del potere”.

Ma soprattutto “Non facciamoci nascondere la parte più colpita e discriminata della nostra società da chi si permette di dare indicazioni sulla identità di genere”, è il monito della senatrice, secondo la quale non si possono più fare modifiche al documento: “Io ho lavorato un anno e mezzo con Alessandro Zan a questo testo, e questo è un testo che non è più perfettibile- avverte- fin dove siamo arrivati la mediazione è stata possibile, sotto non è più possibile”.

Tuttavia, al di là degli scenari futuri, l’iniziativa odierna è un riconoscimento ad una delle piazze più prestigiose di Milano che nel 1992, come ricorda Hutter, “è stata la culla delle unioni civili”, dunque “siamo qui ad inaugurare una stele che ci sopravviverà”, anche se “francamente non mi sarei mai immaginato che avremmo dovuto”. A tal proposito, “ho rivisto questi giorni Gianni Delle Foglie e Ivan Dragoni che lanciano bouquet sulla folla, dopo che li avevo uniti civilmente”, aggiunge, ecco perché “l’entusiasmo e l’efficacia comunicativa di quel gesto descrivono molto bene la spinta che ci hanno dato”.

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