martedì, Giugno 18, 2024

Antitrust: “Patto per ritardare la vendita di un nuovo farmaco per gli occhi”. Nei guai 8 società farmaceutiche

SanitàAntitrust: “Patto per ritardare la vendita di un nuovo farmaco per gli occhi”. Nei guai 8 società farmaceutiche

ROMA – Otto aziende farmaceutiche nel mirino dell’Antitrust per possibili illeciti nella vendita di un medicinale utilizzato per patologie agli occhi piuttosto diffuse, come le maculopatie. Sono state avviate ispezioni in Italia e Olanda per accertare l’esistenza di un eventuale “cartello” tra le otto aziende che avrebbe ritardato la immissione sul mercato, e quindi la possibilità di acquisto, di un farmaco biosimilare a principio attivo ranibizumab.

L’Autorità garante per la concorrenza e il mercato (Agcm) spiega infatti che è stata avviata un’istruttoria nei confronti di otto società per “un’intesa restrittiva della concorrenza nel mercato del principio attivo ranibizumab“. Le società in questione, si riferisce nel comunicato, sono Samsung Bioepis co. Ltd., Samsung Bioepis NL B.V., Biogen Inc., Biogen Italia S.r.l., Genentech Inc., Novartis AG, Novartis Europharm Ltd. e Novartis Farma S.p.A. In particolare, si ipotizza l’esistenza di un coordinamento delle strategie commerciali tra queste società per ritardare l’ingresso nel mercato italiano di Byooviz (principio attivo ranibizumab), un farmaco biosimilare sviluppato e commercializzato dai gruppi Samsung Bioepis e Biogen. Byooviz è il biosimilare di Lucentis, a sua volta sviluppato da Genentech e commercializzato in Italia dal gruppo Novartis. Queste condotte, se confermate, rivelerebbero pure l’esistenza di un’alterazione delle dinamiche competitive tale da limitare artificiosamente la concorrenza basata sui meriti.
Come spiega l’Agcm, nel settore farmaceutico tali condotte dilatorie dell’ingresso nel mercato di un farmaco biosimilare concorrente a quello originario causano ripercussioni negative sui possibili risparmi per gli acquisti a carico del Servizio Sanitario Nazionale, oltre che pregiudizi nei confronti dei pazienti e dei contribuenti in termini di ampiezza dell’offerta e di prezzi più bassi. Infatti in genere i farmaci biosimilari vengono commercializzati a un costo significativamente inferiore a quello dei rispettivi originator.
Martedì 28 maggio i funzionari dell’Autorità hanno svolto ispezioni nelle sedi di Biogen Italia S.r.l., Novartis Farma S.p.A. e di altri soggetti ritenuti in possesso di elementi utili all’istruttoria, con l’ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza. Parallelamente l’Autorità di Concorrenza olandese (Autoriteit Consument & Markt) ha svolto ispezioni in Olanda presso la sede di Samsung Bioepis NL B.V.

CODACONS: AVVIEREMO RISARCIMENTI PER CITTADINI E SSN SE CONFERMATI GLI ILLECITI

“Se saranno accertati illeciti, il Codacons avvierà azioni risarcitorie nei confronti delle società farmaceutiche responsabili, chiamandole a indennizzare sia i cittadini, sia il Servizio Sanitario Nazionale. Lo afferma l’associazione, commentando l’istruttoria aperta dall’Antitrust su 8 aziende per una presunta intesa restrittiva della concorrenza nel mercato del principio attivo ranibizumab, destinato alla cura di importanti patologie oculari”. Così in una nota il Codacons.

“Ancora una volta i farmaci per le malattie della vista sono al centro di possibili illeciti che potrebbero sfociare in multe milionarie dell’Antitrust- spiega il Codacons- Già nel 2014, infatti, l’Autorità sanzionò con oltre 180 milioni due aziende (Roche e Novartis) per un cartello che aveva condizionato le vendite dei principali prodotti destinati alla cura della vista, Avastin e Lucentis“.
“Se anche stavolta saranno accertate condotte lesive della concorrenza, avvieremo una azione risarcitoria nei confronti di tutte le società coinvolte, considerato che illeciti di questo tipo hanno ripercussioni economiche enormi sia sui singoli pazienti affetti da patologie oculari, sia sul Servizio Sanitario Nazionale e quindi sulla collettività, chiamando le aziende a indennizzare tutti i soggetti danneggiati e lo Stato italiano”, conclude il Codacons.

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