VENEZIA – “Non esiste, e non deve mai esistere, che un’atleta venga insultata e sbeffeggiata per aver usato la propria lingua madre. Quanto accaduto a Nicol Delago è grave, inaccettabile e dice molto più di chi insulta che di chi viene attaccato”. Con queste parole, il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, interviene a difesa della sciatrice azzurra finita nel mirino dell’odio online per aver parlato in ladino, lingua storica delle Dolomiti. Nei giorni scorsi, la sciatrice è stata intervistata da Rai Ladinia e il video ha fatto il giro del web. Ci sono stati apprezzamenti ma anche tantissime critiche e commenti di haters.
“Il ladino non è un vezzo, non è una provocazione, non è un capriccio identitario: è una lingua antica, riconosciuta e radicata in un territorio unico- chiarisce Zaia- attaccare qualcuno per questo, significa non capire che l’identità è una ricchezza, non una colpa”. Zaia richiama quindi il valore delle comunità linguistiche del Nordest: “Vale per il Ladino, come per il Veneto nelle sue varietà locali, per il Cimbro delle nostre aree montane, per il Friulano e per lo Sloveno di tante comunità di confine: ogni lingua e ogni parlata che appartiene a una comunità è memoria, cultura, futuro. L’Italia è forte quando valorizza le sue differenze, non quando pretende una finta uniformità. Mi preoccupa vedere riaffiorare, specie sui Social, l’idea di una ‘lealtà monolingue’ come metro di giudizio- aggiunge Zaia- è una visione povera e regressiva, che non appartiene alla storia, né ai valori di questo Paese. La nostra vera forza è la pluralità, non l’omologazione”. Nicole Delago rappresenta lo sport italiano “con talento e serietà. Ha tutto il nostro sostegno. Difenderla oggi significa difendere un principio fondamentale: nessuno deve mai vergognarsi della propria Lingua, della propria cultura, della propria identità”, conclude il presidente dell’Assemblea legislativa veneta.
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