STRASBURGO – “Grande vittoria” contro l’accordo tra Unione europea e Mercosur: così alcuni parlamentari Ue intervistati dall’agenzia Dire hanno definito il rinvio dell’intesa alla Corte di giustizia deciso a maggioranza dall’assemblea a Strasburgo. Sono voci di orientamento politico differente: si va da Manon Aubry, di La France Insoumise, del gruppo The Left, a Marion Maréchal-Le Pen, destra francese, fondatrice del partito Identité-Libertés. Per l’Italia a dire la sua anche Paolo Borchia, leghista nei Patrioti per l’Europa. Che prova a scommettere: la Commissione guidata da Ursula von der Leyen “forzerà”, facendo entrare in vigore l’accordo in maniera temporanea, senza aspettare il parere della Corte di giustizia europea chiesto dai deputati.
AUBRY (FRANCE INSOUMISE): “MELONI TRADISCE GLI AGRICOLTORI”
Giorgia Meloni ha usato gli agricoltori come “moneta di scambio”, tradendoli nella speranza di ottenere vantaggi dalla Commissione Ue e incassando invece comunque una sconfitta politica: Manon Aubry, eurodeputata di La France Insoumise (Lfi), a Strasburgo nel gruppo della Sinistra, accusa la presidente del Consiglio italiana sull’accordo Ue-Mercosur.Per appena dieci voti, ieri la plenaria ha deciso di rinviare l’intesa alla Corte di giustizia europea. La decisione è stata approvata con 334 voti a favore, 324 contrari e 11 astensioni. Una sconfitta per la presidente Ursula von der Leyen, secondo Aubry, ma anche per il governo Meloni che l’ha supportata a discapito degli interessi dei propri agricoltori.
“Sull’accordo ha solo tergiversato”, sottolinea la deputata, in un’intervista con l’agenzia Dire: “Non si è preoccupata affatto degli agricoltori, si è soltanto servita di loro come moneta di scambio, dicendosi un giorno a favore e il giorno dopo contraria”. Alla fine, l’intesa è passata in Consiglio, proprio grazie all’Italia che ha permesso di raggiungere il quorum di 15 Paesi che rappresentano il 65 per cento della popolazione Ue. “Una catastrofe ambientale e sociale per gli agricoltori, tanto francesi quanto italiani, che vengono sottoposti a concorrenza sleale”, commenta Aubry. Che continua: “Meloni è la prima promotrice del libero scambio con il Mercosur e con gli Stati Uniti di Donald Trump”.E allora, guardando al futuro, anche al di là della valutazione della Corte di giustizia europea: “Gli agricoltori si ricorderanno che non potranno contare su Meloni; hanno visto che sono stati traditi e che qui la grande maggioranza dei gruppi politici socialisti, liberali e della destra hanno votato a favore”.Ci saranno conseguenze politiche anche in Italia? “Da voi gli unici a opporsi sono stati la Sinistra, il Movimento 5 Stelle e i Verdi”, risponde Aubry, che non cita la Lega, partito di maggioranza. “Alle prossime elezioni gli agricoltori sapranno cosa fare, distinguendo tra chi li tradisce e chi li sostiene”.
MARECHAL-LE PEN (IDENTITÈ LIBERTÈS): “LA FRANCIA CONGELI I CONTRIBUTI ALL’UE”
La Francia congeli subito il proprio contributo all’Unione Europa e ponga il veto sul budget pluriennale fintanto che non saranno tutelati gli interessi dei propri agricoltori: questa la linea di Marion Maréchal-Le Pen, fondatrice del partito Identité-Libertés, eurodeputata dal 2024.La politica, nipote di Jean-Marie Le Pen, storico dirigente della destra francese fondatore del Front national, risponde ai giornalisti dopo che il Parlamento europeo ha rinviato l’accordo Ue-Mercosur alla Corte di giustizia europea. “Una grande vittoria”, secondo Maréchal. “Guadagniamo tempo per gli agricoltori francesi, mentre al presidente della Repubblica Emmanuel Macron chiediamo di congelare il contributo della Francia all’Ue e di porre il veto sul budget pluriennale fintanto che Ursula von der Leyen non capisca che gli interessi della prima potenza agricola d’Europa vanno tutelati”.
BORCHIA (LEGA): “NOI DECISIVI PER UN SILURO A VON DER LEYEN, MA LEI FORZERÀ”
Lega “decisiva” per “un siluro” a Ursula von der Leyen; preludio però, volendo fare una scommessa, a una nuova forzatura da parte della presidente della Commissione, che troppo ha investito sull’accordo: questa la lettura che l’eurodeputato Paolo Borchia dà del voto del Parlamento Ue che ieri ha rinviato l’intesa di libero scambio Ue-Mercosur alla Corte di giustizia europea.Sul piano procedurale, in attesa della valutazione dei giudici sulla conformità ai trattati comunitari, la Commissione avrebbe la possibilità di far entrare l’accordo in vigore, a titolo provvisorio.”Il presupposto è che questo voto vede la Lega decisiva per un siluro a Ursula von der Leyen”, dice Borchia, leghista, a Strasburgo nel gruppo dei Patrioti per l’Europa. “E’ un segnale di sfiducia verso un metodo segnato da poca trasparenza nei negoziati”. L’eurodeputato guarda comunque oltre: “Credo che l’accordo entrerà in vigore anche perché c’è poco rispetto per le preoccupazione dei territori e delle categorie ed è possibile che sia fatto un colpo di mano procedurale; se dovessi giocarmi una monetina da due euro scommetterei che comunque ci sarà una forzatura da parte di von der Leyen”.Secondo Borchia, la presidente ha infatti “investito tanto in questa intesa, che piace ad alcuni settori ma ne scontenta tanti altri, a iniziare dal comparto agricolo”.
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