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Turismo, Hilton Milan: il travel business è diventato “bleisure”

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Parla Daniele Fabbri, general manager: l’hotel che cambia volto

Milano, 17 giu. (askanews) – Una serra in cima dove si coltiva basilico e peperoncino con vista sul Pirellone, il CotoliAMO Bistrot con cucina milanese e italiana capace di rendere il tutto molto local, la clientela di vocazione fortemente internazionale e il quartiere Isola proprio accanto. Dal 1972 il logo Hilton è su questa struttura che ha visto crescere il turismo a Milano. Hilton Milan per tanti anni è stato uno degli alberghi business in una zona strategica, clientela da lunedì a venerdì e calma piatta durante il weekend e nel periodo estivo. Ora però che la Madonnina è diventata destinazione turistica, la musica è cambiata, l’ospite è diverso e cerca cose diverse. Daniele Fabbri, general manager di Hilton Milan ci racconta come: “I cambiamenti penso sono partiti dopo l’Expo, c’è stato un posizionamento della città molto importante a livello internazionale, grazie a quest’evento, grazie anche a tantissimi altri eventi e comunque anche grazie all’aumento dei social, per esempio, o comunque della comunicazione in generale. Noi abbiamo visto appunto questo cambio di clientela da prettamente business a un aumento molto importante di clientela leisure, infatti la nostra occupazione che prima durante il weekend magari si aggirava intorno al 50%, oggi è all’80%, a volte anche al 90%. Il periodo estivo è diventato un periodo importante, abbiamo occupazioni abbastanza alte, 80-90%, quindi questo è indicativo di come la città sia cambiata, di come il turista è cambiato”, dichiara.La nuova parola d’ordine nel mondo dell’hospitality è “bleisure”, unione di business e leisure, ovvero la tendenza a combinare i viaggi di lavoro con le vacanze. Prolungare una trasferta professionale per qualche giorno o farsi accompagnare dai propri cari, sfruttando la stessa destinazione per staccare la spina e fare turismo. “Io ho una mia idea al riguardo, nel senso che se 20 anni fa uno veniva a Milano per lavoro, conosceva l’albergo dove doveva andare, come doveva arrivarci e basta, oggi con l’avvento dei social media, con l’avvento di una comunicazione molto più personalizzata, noi sappiamo molto più”, spiega Fabbri.In 54 anni Hilton Milan ha accolto ospiti di ogni genere e ha visto cambiare la città insieme con loro. Per questo la compagnia ha investito in una ristrutturazione completa delle camere, degli spazi meeting e del ristorante, preparando l’hotel ai prossimi 50 anni. Come spiega Fabbri la nuova visione punta su tre aspetti: il “breeze of Milano”, ovvero la milanesità che attraversa arredi, menu e servizi; la “Conscious Vision”, sostenibilità intesa come rapporto con la comunità, riduzione degli sprechi e progetti come la serra sul tetto che serve anche a fare un pesto e olio al peperoncino “made in hotel”; e infine la cultura dell’ospitalità.Servizio di Cristina GiulianoMontaggio di Linda VerzaniImmagini askanews

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