HomeAttualitàTorino, il Festival della Felicità arriva anche in carcere

Torino, il Festival della Felicità arriva anche in carcere

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Milano, 11 mar. (askanews) – Felicità è una parola impegnativa. A Torino, per cinque giorni, diventa un festival. Dal 13 al 17 marzo torna il Festival della Felicità, terza edizione, con un calendario che attraversa la città e porta spettacolo e incontri dove gli eventi arrivano raramente.

Il festival apre in tre luoghi dove la parola felicità suona quasi stonata: un ospedale pediatrico, il carcere delle Vallette e il quartiere più animato della notte torinese.

Il primo appuntamento è venerdì 13 marzo all’Ospedale Infantile Regina Margherita, con “Sorrisi Magici”, uno spettacolo pensato per i bambini ricoverati nei reparti di oncologia e neuropsichiatria. Sul palco Mattia Bidoli, in arte Flip, prestigiatore e operatore umanitario che da anni porta la magia in ospedali, campi profughi e zone di conflitto, insieme ad altri artisti abituati a lavorare in contesti sanitari delicati, tra cui il clown Spatagnau.

Il festival farà poi tappa lunedì 16 marzo alla Casa circondariale Lorusso e Cutugno, alle Vallette, con uno spettacolo dedicato ai detenuti.

Tra questi due appuntamenti il festival passerà anche dai quartieri. Domenica 15 marzo sarà a Vanchiglia, zona molto viva della movida torinese ma segnata anche da fragilità sociali. L’idea è riportare per qualche ora piazze e spazi pubblici alle famiglie e ai bambini con uno spettacolo gratuito.

Il momento centrale arriverà martedì 17 marzo all’Inalpi Arena, con lo show “Vite – Storie di Felicità”. L’appuntamento serale è già tutto esaurito, mentre al mattino l’arena ospiterà un incontro dedicato alle scuole di Torino e dell’area metropolitana.

Sul palco saliranno, tra gli altri, il fondatore del festival Walter Rolfo, lo showteller Arturo Brachetti, la voce radiofonica La Pina, il giornalista e storyteller Pablo Trincia e il creator Sebastiano Gravina.

Per Rolfo il festival nasce dalla convinzione che la felicità è una scelta quotidiana, lo sguardo con cui si affronta quello che accade. In una società dove molti bisogni materiali sono soddisfatti ma cresce una nuova forma di insoddisfazione, il rischio è scambiare i desideri per bisogni e restare inappagati da entrambi.

Il festival mette insieme storie, spettacolo e testimonianze per ricordare che la felicità è anche un fatto collettivo, oltre che un sentimento privato.

La manifestazione è realizzata con il patrocinio di Regione Piemonte, Comune di Torino, Città Metropolitana, Politecnico e Università di Torino, con il supporto di Generali Italia.

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