Scuola, in Campania sindaci e prefetti decidono sulla necessità della Dad

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NAPOLI – Un invito a tutti i sindaci e ai prefetti della Campania a valutare “per ogni singola realtà locale il necessario passaggio alla didattica a distanza fino alla fine del mese di febbraio”. È l’esito della riunione dell’unità di crisi della Regione Campania che si è svolta ieri pomeriggio per valutare l’andamento dei contagi nelle scuole del territorio. La task force ha preso atto di un “costante e crescente aumento dei casi registrati in tutte le fasce d’età” e invierà a prefetti e primi cittadini un quadro relativo al “grave andamento epidemiologico regionale registrato, in termini generali, e in ambito scolastico”.

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In una nota l’unità di crisi inoltre aggiunge che “con l’arrivo programmato del vaccino AstraZeneca partirà a breve la campagna di vaccinazione riservata al personale scolastico, come da protocollo attuale, per docenti e non docenti di eta’ inferiore ai 55 anni, e progressivamente fino alla copertura totale, anche oltre i 55 anni”.

 REDE NO DAD CAMPANIA: “SINDACI SIANO RESPONSABILI””La chiusura delle scuole non può continuare a essere la sola misura di contenimento del Covid-19 in Campania. Non è possibile che l’unico diritto compresso sia, ancora una volta, quello all’istruzione”. Così una nota del Coordinamento scuole aperte della Campania dopo l’esito della riunione di ieri. “Se la situazione sanitaria si fosse davvero tanto aggravata, come l’unità di crisi afferma, allora – prosegue il coordinamento – sarebbe necessario che, assieme alle scuole, chiudessero anche gli uffici, gli esercizi commerciali, le chiese, i bar e i ristoranti. L’andamento dell’epidemia nella nostra regione, però, è tale da farla rimanere ancora in zona gialla”.

L’auspicio della rete che si oppone alla didattica a distanza è “che i sindaci incaricati di amministrare le nostre comunità operino con senso di responsabilità ed equilibrio, monitorando con attenzione la situazione nei vari territori e senza assumere provvedimenti sproporzionati o irrazionali, contro i quali, ovviamente, agiremmo con tutti gli strumenti legali disponibili”. Il coordinamento, che nelle scorse settimane ha presentato ricorsi al Tar contro la chiusura delle scuole in Campania, ricorda che le decisioni assunte ieri dall’unità di crisi “non hanno conferito poteri ulteriori o speciali ai sindaci”.

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