lunedì, Dicembre 8, 2025

Sardegna: emergenza sangue e nuove iniziative di prevenzione

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Carenza di sangue in Sardegna: l’Avis lancia screening post-estivi

La Sardegna si trova ad affrontare una crisi sanitaria silenziosa ma drammatica: mentre l’isola accoglie milioni di turisti durante la stagione estiva, la disponibilità di sangue raggiunge i livelli più critici dell’anno. La situazione diventa particolarmente critica durante i mesi estivi, quando la popolazione dell’isola si triplica a causa dell’afflusso turistico. ‘Durante l’estate aumenta la popolazione per il turismo e quindi c’è l’aumento delle patologie, degli incidenti stradali, degli interventi chirurgici’, spiega Antonio Dettori, presidente dell’AVIS Provinciale di Sassari. La maggiore richiesta di sangue determina una difficoltà a garantire le terapie trasfusionali nei tempi necessari ai pazienti cronici, come i talassemici e gli oncologici, che ne risentono dal punto di vista fisico, con peggioramento della loro qualità di vita.

Il problema ha radici profonde nella specificità genetica della popolazione sarda. L’anemia mediterranea, o talassemia, colpisce circa 1.500 pazienti nell’isola, che necessitano di trasfusioni ogni due settimane per sopravvivere. ‘C’è questa incidenza maggiore rispetto alle altre regioni d’Italia’, continua Dettori. ‘Questi pazienti hanno necessità di sangue costante, quindi oltre al sangue che serve per altre terapie, incidenti e interventi chirurgici, c’è questa richiesta aggiuntiva’. La talassemia si è concentrata in Sardegna a causa dell’isolamento geografico dell’isola, che ha favorito la diffusione del gene tra portatori sani. Questa condizione genetica, sviluppatasi come resistenza naturale alla malaria, oggi rappresenta una sfida sanitaria costante.

Per raggiungere l’autosufficienza, la Sardegna necessiterebbe di almeno 110.000 sacche di sangue all’anno, ma attualmente ne raccoglie solo circa 85.000, creando un deficit di 25-30.000 unità. La carenza si aggrava ulteriormente durante la stagione estiva, visto l’ulteriore incremento di richiesta ed il calo delle donazioni. La donazione di sangue non comporta rischi per il donatore, che inoltre essendo sottoposta ai controlli di idoneità tiene sotto controllo il proprio stato di salute afferma il dott. Pietro Manca, direttore del Servizio Immunotrasfusionale dell’AOU di Sassari e responsabile della Struttura Regionale di Coordinamento per le attività trasfusionali della Sardegna.

L’AVIS Provinciale di Sassari ha registrato risultati incoraggianti negli ultimi anni, passando da 17.000 unità raccolte nel 2021 a 21.000 nel 2024, grazie a una strategia comunicativa più efficace e a iniziative innovative. ‘Siamo l’unica provincia ad avere avuto una crescita’, sottolinea Dettori. ‘La comunicazione è fondamentale per sensibilizzare la popolazione’. Tra le iniziative più innovative, l’associazione ha introdotto screening sanitari gratuiti per i donatori, finanziati dalla Fondazione di Sardegna. ‘Offriamo visite specialistiche gratuite: urologia, endocrinologia, cardiologia, pneumologica, screening per l’aneurisma dell’aorta addominale’, insufficienza venosa, elenca il presidente. ‘È un modo per avvicinare le persone alla donazione attraverso la prevenzione’. Grazie al progetto “Un dono a chi dona” siamo riusciti ad effettuare circa 10 mila screening gratuiti ai donatori di sangue Avis.

Dopo la pausa estiva, riprendono le giornate dedicate alla prevenzione sanitaria promosse dall’Avis Provinciale di Sassari, in collaborazione con Sardegna for You e con il sostegno della Fondazione di Sardegna. Il primo appuntamento è in programma sabato 27 e domenica 28 settembre nella sede dell’Avis Provinciale di Sassari. In entrambe le giornate sarà proposto lo screening di prevenzione maschile a cura del dottor Fernando Cavacece, specialista in urologia e andrologia, con controlli su prostata, apparato testicolare, valutazioni urologiche under 40, screening reno-vescicale e uroflussometria, oltre allo screening dermatologico per il controllo dei nei.

Il mese di ottobre si aprirà con l’appuntamento di sabato 4, dedicato all’elettrocardiogramma e alle visite cardiologiche. ‘Il progetto è nato per offrire ai donatori Avis la possibilità di sottoporsi gratuitamente a controlli specialistici come segno di riconoscenza per il loro impegno’, spiega Dettori. ‘Ma considerato il forte interesse, gli screening sono stati aperti anche ai non donatori, a fronte di un piccolo contributo, anche con l’obiettivo di incentivare nuove adesioni alla donazione di sangue’.

La sfida è complessa perché il sangue non può essere prodotto artificialmente e ha una durata limitata. Durante il trasporto dalla terraferma, deve essere mantenuto refrigerato con procedure specifiche, rendendo la logistica particolarmente delicata per un’isola. L’AVIS Provinciale di Sassari gestisce questa emergenza con 36 sezioni comunali, tre autoemoteche, personale medico e infermieristico specializzato, operando in convenzione con la Regione che riconosce un rimborso per ogni sacca raccolta. L’unità di raccolta sangue, accreditata dalla Regione Sardegna raccoglie il sangue per i centri trasfusionali di Sassari, Alghero, Ozieri, Olbia e Nuoro. La situazione richiede un approccio sistemico che coinvolga non solo i residenti ma anche i turisti che scelgono la Sardegna come meta delle proprie vacanze. L’idea di sensibilizzare i visitatori alla donazione come forma di ‘restituzione’ per la bellezza goduta rappresenta una frontiera ancora da esplorare, ma che potrebbe contribuire significativamente a ridurre il gap tra domanda e offerta di sangue nell’isola. In Sardegna l’Avis conta 55mila soci donatori, se questi 55 mila facessero due donazioni l’anno si arriverebbe alla tanto attesa autosufficienza, afferma Vincenzo Dore Presidente Avis Regionale Sardegna.

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