Rincari in bolletta, la “colpa” è di petrolio e gas russo

La stangata è arrivata. La notizia di un aumento consistente dei prezzi dell’energia era in circolazione già da giorni ed è diventata realtà: Un balzo mai visto. “Lo scorso trimestre la bolletta elettrica è aumentata del 20%, il prossimo trimestre aumenta del 40%” ha detto il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani.

Ma da cosa dipendono i rincari? Dall’aumento del petrolio (+200%) e del gas naturale (+30%), dall’esaurimento di un giacimento nei Paesi Bassi, dalla decisione della Russia di dirottare verso l’Asia gran parte del gas da lei prodotto.

Il cliente finale ha il diritto di sapere ed Energia Sociale lo mette nero su bianco in una lettera indirizzata a tutti i suoi 3.000 clienti. Energia Sociale è un operatore energetico che nasce con l’obiettivo di proseguire nella tutela delle forniture di energia elettrica e gas oggi erogate dal mercato regolato. Una azienda che nel 2020 ha aumentato l’utile di 18 volte pur non aumentando il fatturato a causa del calo dei consumi per i lockdown e che nel 2021 fatturerà più di 8 milioni di euro.

La lettera ai clienti nasce dall’esigenza di informare, di farli sentire al centro dell’attenzione come è giusto che sia. “Il nostro intento – spiega l’amministratore unico di Energia Sociale, Antonio Roberto D’Angelo – è far capire che Energia Sociale non è responsabile di questi aumenti ma che è vicina al cliente, pronta ad accompagnarlo nel percorso di questa ulteriore prova. Oggi il mondo delle utility è cambiato. Se si vuole fare lavoro di qualità bisogna capire le esigenze dei clienti altrimenti siamo contenitori di partite iva e codici fiscali. Se riusciamo a rendere partecipi i clienti assistendoli si crea qualcosa di più che un semplice rapporto commerciale e ciò può migliorare per quanto possibile la qualità della vita del cliente stesso”.

Da qui l’idea della lettera e l’offerta di disponibilità al chiarimento che in un secondo passaggio della lettera spiega: “L’aumento dei costi dei permessi per produrre anidride carbonica conseguente alla riduzione dei permessi di circolazione sta ulteriormente aggravando la situazione. Le aziende che emettono anidride carbonica per i loro processi produttivi, sono obbligate ad acquistare in aderenza al regolamento europeo previsto dal Sistema per lo scambio delle quote di emissione dell’UE (ETS UE) suddetti permessi, se sforano il tetto delle emissioni consentite”.

“Oggi utility significa dare qualcosa in più – continua D’Angelo – e questo si traduce in attenzione al cliente attraverso personale qualificato che possa dare risposte immediate e convincenti all’utenza”.

Il decreto bollette ha ridotto alcune tasse sulle bollette per venire incontro ai consumatori. Azzerate le aliquote sugli oneri di sistema per circa 6 milioni di piccole e piccolissime imprese con utenze in bassa tensione e per 26 milioni di utenze domestiche fino a 16,5 kw. Il provvedimento agisce, inoltre, a vantaggio di oltre 3 milioni di persone che beneficiano del “bonus energia” e per circa 2,5 milioni di utenze con un taglio temporaneo (solo tre mesi, fino a dicembre 2021) al 5% dell’IVA per usi civili e industriali attraverso il “bonus gas”.

“Questo – conclude D’Angelo – è sicuramente positivo perché il governo dimostra una vicinanza agli operatori del mercato libero già bistrattati in periodo di pandemia e che hanno agito da ammortizzatore sociali garantendo ai clienti la continuità di fornitura anche nei casi di morosità nate ben prima della pandemia.  Dato il costante aumento di gas e energia potrebbe rivelarsi però un palliativo se non si riuscirà ad agire a livello geopolitico e con riforme comunitari”.

 

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