Olimpiadi 2026, in Lombardia droni per spostare merci da Milano in Valtellina

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Di Nicolò Rubeis

MILANO – Usare dei droni per trasportare merci durante le Olimpiadi invernali del 2026 per alleggerire il traffico tra Milano e la Valtellina, e magari tra la Lombardia e il Veneto. Fantascienza o realtà? “Come Regione, insieme al sottosegretario Alan Rizzi, abbiamo fatto degli incontri con il cluster aerospaziale lombardo. Nel 2026 ci saranno sicuramente dei droni che trasporteranno merci per snellire il traffico tra Milano e la Valtellina”, racconta il sottosegretario lombardo a Sport e Olimpiadi, Antonio Rossi, nel corso di un’intervista a tutto campo con la ‘Dire’ sui Giochi invernali del 2026.

L’ex medaglia d’oro nel kayak velocità, svincolandosi dallo spazio, affronta poi il tema dello spostamento degli atleti e degli spettatori tra una zona e l’altra, soprattutto perché i Giochi saranno dislocati su più territori: “Ci sarà il coinvolgimento delle agenzie locali dei trasporti- assicura Rossi- bisognerà trovare tanti mezzi”. Andrà infatti “sicuramente potenziato” il servizio ferroviario, “specie nel trasferimento verso la Valtellina- aggiunge Rossi- dove purtroppo il treno non arriva fino a Bormio. E da Tirano bisognerà pensare a come spostare i vari spettatori”.

L’auspicio è quello di vedere, nel 2026, “pullman ecologici” a bassa produzione di Co2, o magari “elettrici”, tutte tematiche “che la Fondazione Milano Cortina- spiega- sta portando avanti insieme alla Regione e al governo”.

‘QUATTRO ANNI SEMBRANO TANTI, MA SONO VERAMENTE POCHI’

Sulle opere da realizzare, ora che finalmente la Società Infrastrutture Milano-Cortina è stata ufficialmente costituita, il sottosegretario sembra tranquillo e fiducioso che saranno tutte pronte entro il 2026, ma avverte: “Le cose da fare sono molte- le sue parole- quattro anni sembrano tanti ma sono veramente pochi”. Bisognerà lavorare sui collegamenti tra Milano e la Valtellina, compresi quelli tra gli aeroporti di Malpensa, Linate e Bergamo. Molti interventi riguarderanno la viabilità, come sulle Statali 36 e 38, alcuni “già partiti”, altri “da riprendere in mano per accelerare”. Tipo la tangenziale di Tirano, o tutto quello che c’è da fare a Sondrio e sui passaggi a livello per quanto riguarda la rete ferroviaria.

Insomma “abbiamo quattro anni per le infrastrutture di collegamento”, mentre “per gli impianti sportivi il tempo è ancora meno”, visto che ci sarà da fare nel 2025 il ‘test event’ come richiede il Cio. Tutto questo “tenendo fede a un principio importante per noi e per la Fondazione Milano Cortina- garantisce il sottosegretario- ossia la sostenibilità economica e ambientale”. Ma non si costruirà tantissimo, dato che “uno dei punti forti della nostra candidatura- ragiona Rossi- è che su 14 impianti solo uno, il PalaItalia a Milano è da costruire da zero”.

ROSSI: ‘RICORSO PALAITALIA? SPERO SITUAZIONE SI RISOLVA IN FRETTA’

Ma sulla nuova arena che sorgerà nell’area meneghina di Santa Giulia per ospitare durante i Giochi le gare di hockey maschile pende il ricorso presentato al Tar dal Gruppo Cabassi, proprietario anche del Forum di Assago. Un procedimento che rischia di rallentare l’iter di costruzione dell’arena, destinata a diventare, dopo le Olimpiadi, un’altra soluzione cittadina per eventi sportivi e concerti. “Preoccupa il fatto che non si conosce ancora la data su quando si saprà qualcosa. Per un operatore è difficile costruire se ha questa pendenza”, dice Rossi, nella speranza “che la situazione si risolva al più presto”.

E senza giri di parole riconosce che “difficilmente si potrà fare l’hockey a Milano se quell’impianto non viene realizzato”. In questi casi, come sostenuto da più parti durante le cabine di regia con il governo, “servirebbe un riconoscimento del ruolo pubblico”, specie se si tratta di eventi come le Olimpiadi.

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