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Ofo, la startup cinese delle bici condivise, ha chiuso la sua divisione internazionale e potrebbe essere costretta a dichiarare bancarotta. Lo ha rivelato il Financial Times che ha citato fonti dell’azienda che spiegano come la società starebbe preparando i suoi amministratori: “Siate preparati alla bancarotta, o a un’acquisizione”, ha detto una fonte interna al quotidiano finanziario.

Bancarotta o fallimento. Detto altrimenti: i soldi, oltre 2,2 miliardi raccolti in due anni, sono finiti. La flotta europea, presente da un paio d’anni, a seguito della chiusura della divisione internazionale si è “drammaticamente ridotta”. E il mese scorso il suo fondatore, Dai Wei, avrebbe inoltre confessato che l’azienda ha un ‘immenso’ problema di fondi, e che avrebbe preso in considerazione l’ipotesi di avviare il fallimento.

La notizia non è stata confermata né smentita dall’azienda, che parla di “normali correzioni aziendali”. Eppure non sarebbe la prima volta che un colosso del bike sharing si trovi costretto al fallimento. Già da anni infatti gli analisti parlano di bolla a proposito di un settore che ha promesso tantissimo, raccolto e investito miliardi di dollari, ma che mai è riuscito a generare utili.

Il fallimento di Bluegogo, i guai di Obike

Il primo scricchiolio arrivò a novembre del 2017.

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