Nuova indagine per l’ispettrice Lamberti in una Bologna dalle tante sfaccettature

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ROMA – Nel Teatro Anatomico, all’interno del Palazzo dell’Archiginnasio di Bologna, viene rinvenuto il cadavere di una giovane donna. Parte da qui il nuovo caso dell’ispettrice capo Rosa Maria Lamberti, nata dalla penna della scrittrice Romilda Scaldaferri, già autrice de ‘Il Vincente’, primo libro della serie. In ‘Mater dolorosa’, l’ispettrice Lamberti scoprirà che l’ambiente universitario, dove lavorava la vittima, è un mondo insidioso in cui, sotto una patina di perbenismo, si nascondono passioni insospettate. Con la sua consueta ostinazione e con uno slancio alimentato dal sentimento di profonda pietà verso la madre della giovane uccisa, l’investigatrice cercherà di scoprire la verità. “L’indagine di Rosa Maria Lamberti parte da un dubbio: si trova di fronte un caso di femminicidio o ci sono altri motivi dietro il delitto? Sicuramente è un caso più angoscioso rispetto al primo- ha spiegato Romilda Scaldaferri durante la presentazione- È un romanzo giallo che indaga sulle relazioni, che mette in scena diversi personaggi, che sviscera il rapporto tra genitori e figli, un rapporto ambivalente, spesso contraddittorio”.

Uno dei protagonisti del romanzo è anche l’ambientazione. “C’è una Bologna molto sfaccettata- ha concluso Scaldaferri- Da un lato la città nobile, storica, dall’altra quella più popolare, con il quartiere della Cirenaica in cui vivono i bolognesi un po’ piu anziani, le giovani coppie, dove ci sono i negozietti, gli artigiani. E poi c’è il colle dell’Osservanza, Villa Baruzziana, sono tutti luoghi dove si dipana la mia indagine”.

La Mater dolorosa è l’espressione con cui si fa riferimento alla passione di Gesù, in cui la Madonna è dolente ai piedi della Croce. “Ci sono più madri in questo romanzo, ognuna interpreta il proprio ruolo in maniera diversa e l’ispettrice Lamberti gioca un ruolo attivo perché anche lei ha dei conflitti irrisolti con la madre- ha sottolineato Scaldaferri- Ma nel libro c’è anche il tema della pietas, della colpa, del perdono, elementi che scatenano emozioni e passioni, e questo è un tratto che a me piace affrontare quando scrivo. Nel mio romanzo c’è una profonda pietas nei confronti della mater dolorosa, soprattutto nel finale ritroviamo la capacità dell’ispettrice Rosa Maria Lamberti di provare empatia, decifrare le pulsioni e sentirle piu vicine alle vittime e ai colpevoli”. La scrittrice ha quindi evidenziato come “la natura umana è fatta di contraddizioni, non esiste un personaggio tutto bianco o tutto nero, ma è attraverso la difficoltà di vivere certe contraddizioni che si produce il dinamismo necessario alla narrazione”.

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