HomeSanitàMasterpharm 2026 tra innovazione, prevenzione, stili di vita, Hta e svolta digitale

Masterpharm 2026 tra innovazione, prevenzione, stili di vita, Hta e svolta digitale

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ROMA – “Masterpharm si sta qualificando da tempo come un laboratorio di idee che opera durante l’anno per far emergere spunti di visione strategica e suggerimenti operativi utili per la sanità di tutto il territorio nazionale. Quest’anno abbiamo messo al centro del nostro lavoro un tema centrale a volte francamente troppo sottovalutato: il valore della sanità. Stiamo attraversando un periodo di rivoluzione copernicana dei servizi sanitari. Le modifiche demografiche, l’impatto delle cronicità, l’arrivo di terapie sempre più avanzate e costose, il passaggio ad una sanità di prossimità ci obbligano a riflettere con attenzione a quale sia e dove sia il reale valore dei servizi che noi proponiamo ai cittadini. Su questi temi si sviluppa Masterpharm ‘26 coinvolgendo i migliori esperti per identificare una serie di proposte intelligenti e percorribili per la Sanità del nostro Paese”. Lo afferma Francesco Cattel (direttore generale dell’Asl Verbano-Cusio-Ossola-Vco, coordinatore regionale Fiaso Piemonte, componente del Consiglio direttivo Sihta e responsabile Laboratorio Hta della Sifo) introducendo il Primo modulo di Masterpharm 2026, evento multidisciplinare che dal 2022 sta proponendo una serie serrata di dialoghi e confronti sui temi della sanità con una chiara vocazione alla condivisione delle innovazioni territoriali.

APPUNTAMENTO DOMANI A BAVENO SUL LAGO MAGGIORE

La 5° edizione dell’evento si apre domani a Baveno sul Lago Maggiore (Hotel Dino, 18-20 giugno) con la presenza durante il Primo modulo ’26 (il secondo si terrà a Torino in autunno) di qualificati esponenti della sanità nazionale e regionale, tra cui Federico Riboldi (assessore alla Sanità, Regione Piemonte), Carlo Picco (Federsanità), Antonio Maconi (direttore Dairi Regionale), Francesco Marchitelli (direttore generale Asl Alessandria), Davide Minniti (direttore generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria San Luigi Gonzaga di Orbassano-Torino), Arturo Cavaliere (Sifo), Maria Chiara Silvani (SifAct), Giandomenico Nollo (Sihta), Adriano Leli (Fare), Umberto Nocco (Aiic) e Giuseppe Quintavalle (Fiaso).

IL PROGRAMMA

Il programma – messo a punto dai Coordinatori scientifici dell’evento: Paolo Abrate, Maria Rachele Chiappetta e Annarosa Fornero – si sviluppa su cinque sessioni plenarie e su numerose tavole rotonde. Le plenarie saranno incentrate su: Pnrr, sanità digitale, Hta e ricerca clinica (giovedì pomeriggio); Innovazione: ospedale 2036 (giovedì pomeriggio); Innovazione clinico-organizzativa (venerdì mattina); Alleanza tra ospedale e territorio: prevenzione, stili di vita e cittadinanza attiva (venerdì mattina) e Managerialità al femminile (venerdì mattina). Le tavole rotonde vedranno invece confrontarsi esperti da tutta Italia su ‘Hta e ricerca clinica’, ‘Ricerca e innovazione dei dati’ e ‘Modelli regionali e decisori a confronto’ (a questo dibattito parteciperanno al completo i direttori generali delle Asl piemontesi).

La conclusione di Masterpharm 2026 – Primo modulo è prevista con due ampi tavoli di confronto: il primo sul ‘Ruolo del terzo settore in sanità’ (con la partecipazione di Avis, Auser, Anpas, Croce Verde, Croce Rossa Italiana, Protezione Civile, Amici dell’Oncologia, Favo e Cisom Croce di Malta) ed il secondo su “Prevenzione, gestione del paziente e nuove terapie” con esperti dal mondo delle malattie rare, dalle patologie del sistema nervoso centrale, delle patologie respiratorie, delle maculopatie e delle patologie dermatologiche. L’atto conclusivo di Masterpharm (tarda mattinata di sabato 20 giugno) vedrà il confronto tra direttori di Farmacia delle Asl e direttori di vari servizi farmaceutici regionali (Piemonte, Lazio e Campania).

CATTEL: “BUONA SANITÀ ANCHE IN AMBITI NON AD ALTA DENSITÀ DI POPOLAZIONE”

Conclude Francesco Cattel: “Con questo Primo modulo ’26, Masterpharm conferma la sua presenza in un territorio non-metropolitano come quello dell’Asl Vco. Intendiamo così implicitamente lanciare anche un messaggio strategico: si può fare buona sanità e si può essere al centro del dibattito anche operando in ambiti non ad alta densità di popolazione. Le tante esperienze di sanità eccellente che registriamo nell’Asl Vco possono essere condivise anche durante questo evento, diventando apripista di altre situazioni rurali o montane in cui si fa ottima sanità anche senza essere costantemente sotto i riflettori”.
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