HomeNews"L'Esclusa" di Pirandello messo in scena da Guglielmino con Caprioglio e Masciarelli

“L’Esclusa” di Pirandello messo in scena da Guglielmino con Caprioglio e Masciarelli

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L’unico romanzo che Pirandello non ha mai messo in scena arriva in Italia

L’unico romanzo di Luigi Pirandello mai portato in scena, ‘L’Esclusa’, arriva a teatro grazie alla regia di Salvatore Carmine Guglielmino. Questo progetto itinerante, che toccherà Catania, Roma, Palermo e Agrigento, celebra il 90esimo anniversario della morte di Pirandello, avvenuta il 10 dicembre 1936. ‘L’Esclusa’, scritto nel 1893 e pubblicato nel 1901, è stato rielaborato in tre versioni con finali diversi, ma mai portato sul palcoscenico dallo stesso Pirandello.

Il progetto, intitolato ‘I luoghi dell’Esclusa’, è firmato dal regista e attore Salvatore Carmine Guglielmino (nella foto Debora Caprioglio e Stefano Mascarelli) , noto per il Mitoff Festival, una rassegna itinerante di teatro classico che dal 2018 attraversa i grandi teatri greco-romani di Sicilia.

Il cast vede Debora Caprioglio con nel ruolo dell’Esclusa, Stefano Masciarelli in quello dell’intellettuale Alvignani e lo stesso Guglielmino nel doppio ruolo del marito e del padre. Guglielmino, tra l’altro, si è cimentato anche nell’adattamento teatrale del romanzo.

Lo spettacolo verrà accompagnato dalle musiche di Alberto Fidone, contrabbassista e direttore d’orchestra. Questo trio ha già lavorato insieme nella produzione della Fedra (in latino Phaedra) di Seneca, riscritta da Guglielmino, che ha debuttato in diversi teatri classici siciliani, non solo a Selinunte.

La produzione è realizzata in collaborazione con l’Istituto di Studi Pirandelliani e sostenuta dal Ministero della Cultura come progetto speciale, che vedrà la sua conclusione il 10 dicembre, anniversario della morte di Pirandello, con un evento finale a Casa Pirandello di Roma.

Il percorso tocca le  quattro città che ricalcano la geografia reale del romanzo e della vita del suo autore. ‘L’Esclusa’ nasce da una storia vera che parte da Catania, dalla fine dell’Ottocento, e che nessuno conosce’, racconta Guglielmino.

‘C’è un triangolo tra Giovanni Verga, Mario Rapisardi e Giselda Foianesi, una maestrina fiorentina che è la vera esclusa.

Fu Luigi Capuana a raccontare quella vicenda al giovane Pirandello chiedendogli di scriverne cento pagine. Lui invece ne scrisse trecento e creò una storia completamente diversa, il suo primo romanzo.’

Il significato culturale dell’operazione va oltre la semplice messa in scena. Portare a teatro il primo romanzo scritto da Pirandello (e che lui stesso non ha mai portato in vita) significa interrogarsi sulle ragioni di quella scelta e al tempo stesso offrire agli studiosi e al pubblico un’esperienza inedita.

L’obiettivo dichiarato è trasformare il progetto in un tour nazionale che raggiunga i teatri di tutta Italia.  Guglielmino, che dirige anche il Grand Tour Festival tra Capri e Taormina, porta nel progetto un approccio registico che definisce lontano dagli stereotipi accademici.

‘Io vengo dalla musica, sono stato a un passo da Sanremo, e nelle mie regie metto tutto quel bagaglio’, racconta e continua ‘ho voluto che ci fosse una colonna sonora originale, scritta appositamente, quasi come in un film.

Lo spettacolo si sviluppa attraverso quadri diversi che si susseguono continuamente, creando un ritmo visivo e sonoro che accompagna lo spettatore dentro il romanzo’.

La compagnia dei Miti, il gruppo di lavoro che sostiene tutte le produzioni di Guglielmino, comprende attori, cantanti e musicisti che collaborano stabilmente da oltre dieci anni.

‘Ogni vita è un copione teatrale dove noi siamo il personaggio principale della nostra storia’, riflette Guglielmino parlando della filosofia che anima il suo lavoro.

‘I personaggi che entrano nella nostra scena, anche quelli che sembrano ostacolarci, si stanno immolando perché noi possiamo proseguire il nostro percorso.

Questo è il messaggio che porto a teatro: la pace e l’amore passano attraverso la comprensione del ruolo che ciascuno gioca nella vita degli altri.’ Un messaggio che, filtrato attraverso la vicenda di Marta Ajala, donna esclusa e poi risorta, acquista una risonanza che supera i confini del palcoscenico.’

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