HomeNewsLegge di Bilancio 2026, Anc chiede l’abrogazione dell’art 129, comma 10

Legge di Bilancio 2026, Anc chiede l’abrogazione dell’art 129, comma 10

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Cuchel: “La misura è irragionevole, discriminatoria e potenzialmente lesiva del principio di libera prestazione dell’attività professionale”

“L’Associazione Nazionale Commercialisti esprime preoccupazione nei riguardi della disposizione contenuta nell’art. 129, comma 10, del disegno di legge di Bilancio 2026, che subordina il pagamento dei compensi professionali da parte delle Pubbliche Amministrazioni alla verifica della regolarità fiscale e contributiva del professionista”.

Lo afferma Marco Cuchel, presidente dell’Anc, definendo “la misura irragionevole, discriminatoria e potenzialmente lesiva del principio di libera prestazione dell’attività professionale, che introduce un meccanismo di sospensione automatica dei pagamenti”.

“La norma – aggiunge – presenta molte incertezze sotto il profilo della sua applicazione, attualmente non esiste, infatti, un documento in grado di attestare la regolarità fiscale del professionista, inoltre la disposizione non contempla limiti rispetto all’entità dei compensi che possono essere assoggettati al blocco e neppure all’entità della posizione debitoria del professionista, il cui compenso, di fatto, può non essergli corrisposto anche a fronte di irregolarità minime o di natura prettamente formale”.

“La disposizione, se confermata, finirebbe per generare un corto circuito giuridico, trasformando la PA da debitore a giudice della regolarità del professionista, in aperta violazione del principio di legalità e della tutela costituzionale del lavoro autonomo. Come già rilevato da Confprofessioni in sede di audizione – sottolinea il numero uno dell’Anc -, tale previsione si colloca in un contesto in cui la stessa PA non rispetta sistematicamente i termini di pagamento e di sovente ignora le regole sull’equo compenso ex legge n. 49 del 2023”.

“Pretendere il DURC e il DURF da chi attende da mesi i propri compensi, significa capovolgere il rapporto di responsabilità e aggravare la condizione economica dei liberi professionisti. L’Anc si unisce alla richiesta sollevata da Confprofessioni volta ad abrogare l’art. 129, comma 10, e all’apertura di un confronto con le rappresentanze professionali per individuare strumenti che siano di contrasto all’evasione e di tutela del lavoro autonomo, senza compromettere la dignità e la sostenibilità economica dei professionisti”, conclude Cuchel.

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