La croce con le uova, a tavola tra tradizione e rito

Il panificio F.lli Rossetti ripropone il pane di Pasqua

Pasqua è vicina. Nel panificio F.lli Rossetti di Brezza forte è il fermento per la preparazione di una specialità tipica di questo periodo, la croce di Pasqua,  fatta con l’impasto del pane ed arricchita dalle uova, l’alimento che a tavola, nel giorno della resurrezione di Cristo,  rappresenta il mix tra tradizione e rito, memoria di un tempo in cui l’uomo ringraziava Dio per il dono immenso del pane quotidiano.

Il Pane nasce direttamente dal lavoro dell’uomo, non si trova in natura e ad esso viene dato un forte significato simbolico. I fiori del grano, che una volta giunti a maturazione si chiamano carossidi, si originano da un chicco che messo sotto terra deve “morire” per poter permettere loro di nascere.

Le spighe, nome ai più noto per individuare appunto le carossidi, sono formate da tanti chicchi, come una famiglia con tanti figli. E dai chicchi pestati viene fuori la farina che a sua volta, unita all’acqua ed al lievito e cotta in forno, dona il prodigio del pane. Da questa immagine naturale il pane acquisisce il simbolo di unione, contiene molti grani in una sola sostanza e, quando viene spezzato, rappresenta la vita condivisa.

Il territorio di Brezza, già un tempo grande insediamento contadino, oggi è conosciutissimo per una cultura del pane a livello di eccellenza. Forte è la presenza nella maggior parte delle case del forno a legna, strumento e testimone della totale autonomia proveniente proprio dall’utilizzo di tutto quello che la terra ed il mondo animale allevato donava a chi era dedito alla fatica agreste.

Tra i campi di Brezza, una tradizione ancora viva durante il periodo delle celebrazioni della Pasqua è quella di confezionare del pane a forma di croce. Domenico Rossetti, che nel suo panificio porta avanti questa tradizione, racconta che un tempo la pagnotta fatta con acqua e farina a forma di croce veniva conservata dalla donna di casa e consegnata poi al capo famiglia affinchè questi la distribuisse a moglie e figli proprio il giorno di Pasqua, spezzandola con le mani dopo aver recitato una preghiera di ringraziamento tutti insieme.

La forma di croce data al pane è simbolo dell’uomo a braccia aperte ma anche delle quattro stagioni che si alternano e scandiscono le fasi della vita che si rinnova ciclicamente. Con il pane di Pasqua nella campagna brezzana si vuole celebrare la dottrina della Trinità e, nel punto centrale dell’incrocio di questo pane, viene posto un uovo, simbolo di nascita e vita.

L’uovo ricorda non solo che “omne vivum ex ovo”, ossia “tutti i viventi nascono da un uovo” ma che la vita non può avere origine dal nulla; la sua forma ovale, infatti, è una linea senza inizio e senza fine che richiama l’eternità.

Il pane a forma di croce è un lievitato morbido e squisito, arricchito da uova sode; va mangiato così, al naturale o magari accompagnato da un salume. Il sapore è deciso, tipico del pane di Brezza e come questo scatena al palato un turbinio di sensazioni intense; un pezzetto di questo pane nutrirà anche il cuore di emozioni.

Il rito del pane di Pasqua rappresenta una nuova visione contemporanea di un alimento che si riannoda ai valori delle produzioni locali ma che si lega anche a principi importanti quali la biodiversità, la socialità vissuta del popolo locale, il fare la festa.

Intanto, nei campi, il vento scuole gli steli verdi del grano che usciti dal buio della terra si sono affacciati alla luce; saranno raccolti tra qualche mese, quando il sole li imbiondirà, ricordando che il miracolo della vita ancora una volta si è ripetuto, trionfando sulle tenebre.

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