Istat: progressi nell’uso della tecnologia, ma restano criticità e ritardi

Imprese Italia indietro in UE nello sviluppo competenze ICT e IA

I recenti sviluppi arrivano dopo due decenni durante i quali la struttura dell’economia italiana ha avuto difficoltà ad adattarsi al mutevole contesto competitivo e agli effetti della trasformazione digitale. Sistemi produttivi, Governo e individui hanno fatto passi da gigante nell’uso delle tecnologie dell’informazione, accelerati dalla pandemia. Tuttavia, permangono alcune sfide e ritardi importanti, come lo sviluppo delle competenze digitali. È quanto emerge dal Report annuale dell’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT).

Il sistema produttivo italiano è ancora in ritardo rispetto alle altre principali economie dell’UE nell’utilizzo di più tecnologia e nel miglioramento delle competenze ICT dei lavoratori. Poco più della metà dei dipendenti delle imprese italiane è dotata di dispositivi connessi per svolgere il proprio lavoro (10 punti in meno rispetto alla Germania), mentre l’Italia si colloca tra i primi Paesi UE nell’implementazione di software gestionali nell’organizzazione aziendale e nella gestione delle informazioni è all’ultimo posto.

Solo il 5% delle imprese utilizza la tecnologia dell’intelligenza artificiale, rispetto a una media dell’8% nell’UE e dell’11% in Germania. Più di 8 imprese su 10 ne riconoscono il potenziale, ma molte citano la carenza di competenze e i costi elevati come ostacoli. La carenza di specialisti in ICT è un problema diffuso in tutta l’UE. In Italia rappresentano il 3,9% della forza lavoro e presentano livelli e tassi di crescita inferiori rispetto alle altre principali economie europee.

La trasformazione digitale avanza anche in ambito amministrativo. Sono 38 milioni gli italiani che attualmente utilizzano l’identità digitale per accedere ai servizi pubblici, interessando una popolazione complessiva superiore alla media europea.

Ciro Di Pietro

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