Imprenditrici, creative e impegnate: ecco le donne di Altaroma

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ROMA – Una passerella senza lustri e paillette ha visto sfilare negli studi di Cinecittà imprenditrici, manager e istituzioni. Non solo fashion show dunque ma anche fashion talk, indispensabili questi ultimi per aprire una finestra su startup virtuose, produzioni etiche, innovazioni tecnologiche e aziende benefit, il tutto rigorosamente declinato al femminile.

‘Il futuro è donna’ è la linea decisa e continua dei panel organizzati da Altaroma in collaborazione con la 24Ore Business School e coordinati da Annamaria Tartaglia. Appuntamenti che hanno creato dibattiti, approfondito tematiche e incoraggiato incontri e sinergie tra nuove e diverse realtà che gravitano nel sistema moda. Inevitabili i focus su gender gap (l’Italia è al 63esimo posto nel global gender gap 2021) e occupazione femminile, resi meno deprimenti grazie agli interventi, per esempio, della Ministra Elena Bonetti che ha dichiarato che “con il Piano nazionale di ripresa e resilienza si è fatto un passo in più verso la parità di genere e che al fondo di 40milioni di euro per le imprese femminili si aggiungono – grazie al PNRR – 400milioni di euro dedicati all’imprenditoria femminile e alle startup”. Secondo Darja Majidi, imprenditrice tech e Presidente dell’associazione Donne 4.0, “Il futuro della parità di genere passa dalle nuove tecnologie, ma in questo settore mancano le donne che andrebbero formate adeguatamente”. Per questo 4.0 ha creato un osservatorio sul Prnn, che si pone l’obiettivo di verificare a tutto tondo e costantemente l’attenzione al tema del gender Gap nell’implementazione del Piano. Ed ecco allora le voci di chi fa innovazione e impresa: Marianna Chillau ha raccontato ‘Marlene’, la sua startup nata in pandemia, la prima azienda di live shopping B2B in Italia: “L’esperienza del negozio fisico in digitale è stata accolta con fermento, la partecipazione dei brand è molto attiva”.

La moda sta trovando spazio anche nel mondo del gaming ma non vale lo stesso per le donne che, al momento, sono solo il 17% nella creazione e nella produzione di videogame. Giovanna Marinelli, Direttrice editoriale Roma videogame lab, ha spiegato come protagonisti e giocatori del settore siano principalmente maschi e quanto sarebbe necessario incrementare il sostegno alle materie Stem (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica). L’avvento del fashion nel mondo dei videogiochi intercetta un target di giovanissimi e contribuirà certamente a portare non solo nuove giocatrici ma speriamo nuove protagoniste e future addette ai lavori. Non è mancato il capitolo ‘Sharing economy’, Caterina Maestro nel 2014 ha creato ‘DressYouCan’, una startup di noleggio nata con la vocazione alla sostenibilità e alla sperimentazione. “Volevamo creare un airbnb dell’armadio. Siamo partiti dalle grandi occasioni, quindi il noleggio di abiti per feste ed eventi ma ora siamo anche nel mondo dei bambini e dello sport. La sfida principale è stata comunicare l’impresa e convincere le persone ad aprirsi all’affitto, termine mai utilizzato ma parafrasato con scegli, indossa e restituisci. Il nostro servizio garantisce personalizzazione, si può provare in anticipo e può anche essere acquistato a rate”. Infatti millennials e genZ che seguono la moda sposano sempre di più la formula ‘Buy Now Pay Later’ e cioè ‘Acquista ora, paga più tardi’. Federica Ronchi, Country Manager per l’Italia di Clearpay ha spiegato come questa società di retail si stia posizionando nel nostro paese. “Afterpay nasce in Australia nel 2014 e oggi è tra le prime 20 aziende per capitalizzazione nel mercato australiano. Nel 2018 è arrivata nel mercato USA e nel 2019 nel Regno Unito. A marzo 2021 è entrata contemporaneamente in Francia, Spagna e in Italia con il nome Clearpay. La società si occupa di vendita al dettaglio e l’acquirente paga il prodotto senza costi aggiuntivi. Il metodo di pagamento permette ai consumatori di avere pieno controllo sulle proprie finanze. L’utente paga solo il costo del prodotto che sta acquistando: gli acquisti online si pagano in 4 rate (la prima subito e le successive ogni 14 giorni), sempre a interessi zero e senza costi nascosti. In Italia, la prima soluzione di pagamento delle giovani generazioni è la carta prepagata”. Afterpay/Clearpay collabora con la London Fashion Week, la New York Fashion Week e l’Australian Fashion Week e con il suo ingresso in Italia è nata la partnership con la Roma Fashion Week di Altaroma.

A parlare di Economia Circolare è intervenuta Tiziana Monterisi, Founder di RiceHouse, che con la sua startup di Biella ha ideato la casa del futuro, trasformando i residui della lavorazione del riso in edifici sani e sostenibili. “Usando i residui come paglia di riso, lolla e pula possiamo produrre tutto quello che serve a costruire una casa, dagli intonaci termoisolanti alle finiture, dal pavimento ai pannelli prefabbricati. Una casa o un edificio fatta di riso, non inquinante e salubre per noi. Siamo una startup innovativa, da subito ci siamo costituiti come una società di profitto ma anche come una società benefit, perché profitto, persone e pianeta sono per noi allo stesso livello. Non siamo alle prese solo con il bilancio economico ma anche con quello dedicato alla sostenibilità ambientale e sociale”. Anche Sofia Ciucchi, founder di Whispr, ha raccontato la sua startup. Una società benefit con uno statuto basato sull’empowerment femminile e dedicata alla maglieria sostenibile, ma c’è di più: tutte le maglie hanno un ricamo dedicato alla parità di genere. I nomi delle donne creative, portatrici di idee, imprenditrici e manager sono tantissimi, ognuna di loro ho condiviso una storia e un contenuto. Diverse e ugualmente interessanti ognuna di loro ha confermato la linea della Roma Fashion Week: “Il futuro è donna”. 

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