HomeNewsIl padel supera il tennis per numero di infortuni

Il padel supera il tennis per numero di infortuni

-

La risposta arriva da un poliambulatorio pavese. Lo sport più sociale d’Italia nasconde insidie per articolazioni e tendini degli over 45

Con 2,75 infortuni ogni mille ore di gioco, il padel ha superato il tennis nella classifica degli sport di racchetta più rischiosi per l’apparato muscolo-scheletrico.

Epicondiliti, lesioni alla spalla, strappi del polpaccio e rotture del tendine d’Achille colpiscono una fascia di praticanti ben precisa: uomini e donne tra i 45 e i 50 anni che durante il giorno lavorano seduti in ufficio e la sera si lanciano in campo senza alcuna preparazione atletica.

Un fenomeno che cresce in parallelo con la diffusione esplosiva di questo sport in Italia, dove i campi si moltiplicano e i praticanti aumentano di stagione in stagione.

A Pavia, all’interno dello Studio Alco, poliambulatorio fondato dal fisioterapista Alessandro Corda con oltre 25 anni di esperienza clinica, è nata quella che è stata battezzata ‘Clinica del Padel’: una sezione interamente dedicata alla prevenzione, diagnosi funzionale e riabilitazione degli infortuni legati a questo sport.

Non un semplice servizio di fisioterapia generica, ma un percorso che integra ecografia muscoloscheletrica eseguita direttamente dal fisioterapista, educazione biomeccanica e programmi di rinforzo specifici per il gesto atletico del padelista.

‘Il padel è uno sport un po’ traditore’ spiega Alessandro Corda. ‘È facile da imparare, crea socialità in modo positivo, ma se viene affrontato con leggerezza dal punto di vista della preparazione fisica, diventa una fonte continua di microtraumi che a lungo andare possono cronicizzare e costringere le persone ad abbandonare il gioco.’

I dati confermano questa analisi. Secondo quanto riportato da Mater Domini, la media di infortuni nel padel si attesta a 2,75 ogni mille ore di pratica, un valore che ha ormai superato quello del tennis.

Le lesioni più frequenti, come documentato da Aspria, includono epicondiliti, problemi al ginocchio, alla spalla e al gomito. Uno studio riportato da Mr Padel evidenzia che gli infortuni sono prevalentemente muscolari e localizzati agli arti inferiori, con una maggiore incidenza di lesioni al tronco nel genere maschile.

La particolarità della Clinica del Padel risiede nell’approccio . I fisioterapisti dello Studio Alco utilizzano un ecografo per monitorare in tempo reale l’evoluzione dei tessuti durante il percorso riabilitativo, modificando la terapia in base a ciò che osservano. Si tratta di una pratica ancora poco diffusa tra i fisioterapisti italiani, che richiede investimenti significativi in attrezzature e formazione continua.

‘Noi come fisioterapisti vediamo ogni volta l’andamento della guarigione in modo specifico’ precisa Corda. ‘Questo ci permette di adattare la terapia man mano che il tessuto si modifica e di velocizzare il recupero.’

Il problema centrale, secondo l’esperienza clinica raccolta a Pavia, è che la fisioterapia generica non riesce a intercettare le specificità biomeccaniche del padel. Un conto è trattare un epicondilite in un paziente sedentario, un altro è farlo conoscendo i gesti tecnici che l’hanno provocata: lo smash, la bandeja, l’impugnatura della racchetta, il diametro del manico.

‘Una fisioterapia generica può dare un beneficio, ma non riesce a seguire il paziente in un percorso di formazione, informazione e cura specifica per il tipo di target del padelista’ afferma Corda. ‘Noi conosciamo la biomeccanica di questo sport, guardiamo come il paziente impugna la racchetta, analizziamo i movimenti che generano il sovraccarico.’

Gli infortuni nel padel si dividono in due grandi categorie. Da un lato i microtraumi da sovraccarico, che non si manifestano nell istante ma si accumulano partita dopo partita: infiammazioni tendinee al gomito e alla spalla, tipiche di chi esegue ripetutamente colpi sopra i 90 gradi senza un adeguato rinforzo muscolare.

Dall’altro i traumi acuti, come lo strappo del polpaccio, noto in letteratura come tennis leg, provocato dalle vibrazioni che il campo in sintetico con sottofondo cementizio trasmette a tendini e muscoli. ‘Il dolore in questi casi è una risposta di protezione del corpo’ spiega Corda. ‘Se un giocatore arriva al punto in cui gli casca la racchetta dalle mani, vuol dire che non ha ascoltato il proprio corpo, non ne ha avuto rispetto.’

La nascita della Clinica del Padel si inserisce in un percorso imprenditoriale che lo stesso Corda definisce faticoso ma necessario. Fisioterapista per oltre 25 anni, ha trasformato il suo studio individuale in un poliambulatorio nel 2013, chiamando accanto a sé figure mediche, specialisti dell’alimentazione e della psicologia.

Una scelta nata dalla consapevolezza di non poter offrire ai pazienti risposte complete restando confinato nella sola competenza fisioterapica.

‘Quando lavoravo da solo col mio lettino avevo l’agenda piena e molti meno pensieri’ racconta Corda. ‘Ma il dispiacere di non poter dare risposte complete ai pazienti mi ha spinto a fare il salto. Ho cominciato a studiare cosa serviva, ho affrontato la burocrazia, le notti insonni, la banca, i costi. Tutto è venuto un passetto alla volta.’

Oggi lo Studio Alco conta su uno staff di fisioterapisti specializzati, alcuni dei quali reclutati personalmente da Corda in tutta Italia.

La specializzazione sul padel risponde a una logica di mercato oltre che clinica. Solo a Pavia sono già attivi tre club con numerosi campi, e la domanda di assistenza fisioterapica mirata cresce proporzionalmente alla diffusione dello sport. Il team dello Studio Alco prosegue la formazione con corsi specifici.

Le prospettive per questo tipo di offerta sanitaria specializzata appaiono significative. Il padel continua a espandersi in Italia e in Europa, e con esso cresce inevitabilmente il numero di praticanti esposti a infortuni da sovraccarico. La fascia di età più colpita, quella dei

45-50enni, coincide con il segmento demografico che più di ogni altro alimenta la crescita di questo sport: professionisti con disponibilità economica e tempo libero limitato, che cercano un’attività fisica sociale e accessibile ma spesso sottovalutano la preparazione necessaria. Un modello come quello della Clinica del Padel potrebbe rappresentare un riferimento replicabile in altre città italiane, rispondendo a un bisogno sanitario che la fisioterapia tradizionale fatica a intercettare con la necessaria specificita.

LATEST POSTS

Memorie Future: il grande teatro entra nei siti storici

Eventi al Maschio Angioino e al Map di Pontecagnano. Due simposi fra letteratura teatrale, iconografia, commedia dell’arte e regia moderna. Grande teatro nei luoghi della memoria....

Piano City Napoli, si chiude con quattro main concert

Attesi quello di Andrea Bacchetti e Marialy Pacheco Il giorno di chiusura della dodicesima edizione di Piano City Napoli, domenica 18 ottobre, è quello più ricco...

Napoli, al via LTS Expo alla Mostra d’Oltremare con la filiera della logistica in primo piano

De Negri (Progecta): “Accogliamo i Big Player di un settore chiave per il Sistema Paese”. Circa 200 espositori tra Aziende, Istituzioni e Associazioni di categoria Napoli...

Diversificare per ridurre i rischi: la strategia fondamentale dell’investitore

La diversificazione è uno dei principi cardine della gestione del patrimonio: scopri come distribuire gli investimenti per proteggere il tuo capitale dalle fluttuazioni di mercato.

Most Popular