Graded punta ancora sui giovani talenti: via al percorso “OpenPmi”

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Mettere in connessione giovani talenti con le imprese che sorreggono il tessuto produttivo italiano. Graded, società napoletana del settore energetico guidata da Vito Grassi, aderisce a “OpenPmi”, il primo percorso di innovazione costruito sulle esigenze delle aziende che porta la firma di Dpixel, SellaLab e FullBrand.

Un progetto di 4 mesi – partito ieri per concludersi il 12 febbraio 2021 – rivolto esclusivamente alle Pmi italiane, dove laureati talentuosi lavorano per individuare soluzioni innovative in grado di rispondere ai reali bisogni delle aziende ed evidenziare nuove possibilità di business non ancora esplorate.

“Un altro passo lungo il percorso di innovazione avviato da Graded che negli ultimi anni ha accelerato il processo di trasformazione digitale attraverso la partecipazione attiva a progetti di ricerca e sviluppo e a programmi nazionali e internazionali di accelerazione e open innovation”, spiega l’amministratore delegato Vito Grassi. Numerose le collaborazioni avviate dall’azienda con i principali Atenei del Centro Sud e distretti del calibro di Smart Power System, Atena, Stress e Mar.Te su progetti di ricerca finalizzati a realizzare una rete di trasporto e distribuzione dell’energia integrata col territorio, interconnessa e intelligente.

“Non solo – aggiunge la Coo di Graded, Ludovica Landi -: abbiamo accelerato l’interazione con il mondo delle startup e lo sviluppo di soluzioni innovative di prodotto, processo o organizzative applicate internamente e proposte ai clienti. L’adesione a OpenPmi va nella direzione avviata nel 2017 attraverso la partnership con “Digita”, la Digital Transformation & Industry Innovation Academy dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e Deloitte Digital. Un percorso proseguito con la partecipazione in maniera attiva a programmi di Innovazione nazionali e internazionali per sviluppare nuovi strumenti e modelli di accelerazione: la nostra azienda è membro permanente del Mit Reap, programma del Mit di Boston che mira allo sviluppo di soluzioni volte a stimolare la competitività dei sistemi locali di innovazione, e ha preso parte nel 2019 a “Disrupt Me”, programma di Open Innovation che mira a mettere in connessione aziende europee con tecnologie e soluzioni all’avanguardia dell’ecosistema innovativo israeliano”.