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Federacma: riconoscere il comparto agromeccanico

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Nel suo intervento, il presidente di Federacma, ha richiamato anche le forti difficoltà che stanno attraversando le imprese agricole

Ottant’anni di storia, di sviluppo del lavoro agricolo e del sostegno a una categoria cruciale per la modernizzazione delle campagne italiane. L’80esima Assemblea nazionale di CAI Agromec si è svolta a Casalgrande, in provincia di Reggio Emilia, per rievocare il percorso di un’organizzazione che ha avuto origine nel secondo dopoguerra e per affrontare le principali sfide del settore agromeccanico italiano.

Durante l’assemblea, il presidente di Federacma Andrea Borio e il segretario generale Gianni Di Nardo hanno rivolto i loro saluti a nome della Federazione Confcommercio, rappresentante delle associazioni nazionali nel campo dei servizi e del commercio di macchine agricole, compresi quelli per il giardinaggio. Hanno messo in evidenza la collaborazione che si è sviluppata negli anni con CAI Agromec riguardo ai temi fondamentali della meccanica agricola.

“Riconoscere l’esistenza di una confederazione degli agromeccanici già nel 1946 dimostra quanto questa categoria fosse all’avanguardia rispetto ai tempi – ha affermato Borio – Oggi CAI Agromec prosegue con battaglie vitali per il comparto, e una delle più significative è proprio il riconoscimento ufficiale della figura dell’agromeccanico. È fondamentale concedere dignità e identità a una professione essenziale per l’agricoltura italiana”.

Nel suo discorso, Borio ha anche menzionato le gravi difficoltà affrontate dalle aziende agricole, dai concessionari, dai riparatori e dai costruttori di macchine agricole, soffermandosi in particolare sull’incertezza normativa riguardante gli incentivi della Transizione 4.0 e 5.0.

“Non basta alle aziende ricevere promesse di misure – ha spiegato – È necessaria certezza. Al momento, il problema principale è l’incertezza: agricoltori, concessionari e costruttori non sanno se gli investimenti pianificati potranno realmente avvalersi delle agevolazioni promesse. Questa situazione sta bloccando l’intera filiera, rallenta gli acquisti, ferma le consegne e potrebbe avere gravi conseguenze occupazionali anche per l’industria della meccanica agricola”.

Il presidente di Federacma ha poi sottolineato come il rallentamento degli investimenti porti a effetti negativi anche per lo Stato. “Quando le vendite si fermano, si blocca la produzione, si diminuisce il gettito IVA e aumentano le difficoltà per le imprese. È essenziale garantire stabilità alle misure e chiarezza operativa ai professionisti del settore”.

Durante l’assemblea, Federacma ha inoltre consegnato una targa commemorativa al presidente di CAI Agromec Gianni Dalla Bernardina “come segno di riconoscenza per la collaborazione e l’impegno condiviso” e ha espresso il desiderio di “proseguire a lavorare insieme per lo sviluppo e il futuro del comparto agromeccanico”.

Ciro Di Pietro

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