HomeNewsCuchel (commercialisti): “Meno burocrazia, più competitività per imprese e professionisti”

Cuchel (commercialisti): “Meno burocrazia, più competitività per imprese e professionisti”

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L’appello da Bari del presidente nazionale di Anc raccolto da Andrea De Bertoldi, Mario Turco e Chiara Tenerini 

 BARI – “Il ruolo delle professioni è fondamentale per la crescita e la competitività del sistema Paese. In quest’ottica abbiamo portato all’attenzione della politica alcuni temi prioritari, a partire dalla necessità di garantire certezza normativa.

Le regole fiscali non possono essere introdotte o modificate in corso d’anno, soprattutto se vogliamo attrarre investimenti esteri e offrire agli operatori economici un quadro stabile e affidabile.

Da tempo proponiamo che tutti gli adempimenti legati a Irpef, Irap, Ires e alle dichiarazioni fiscali di imprese e cittadini vengano definiti e consolidati nell’anno precedente, evitando continui cambiamenti che generano incertezza e difficoltà operative.

È inoltre necessario ristabilire un rapporto equilibrato tra contribuente e Amministrazione finanziaria, fondato sulla reciproca fiducia e sulla pari dignità delle parti. Sul fronte della semplificazione, invece, i risultati ottenuti finora sono ancora insufficienti.

Anche la riforma fiscale si è tradotta prevalentemente in un riordino normativo, senza produrre quell’effettiva riduzione della pressione fiscale che imprese e professionisti attendono da anni.

L’Italia continua a essere uno dei Paesi OCSE con il più elevato carico fiscale: una condizione che richiede interventi strutturali e coraggiosi per sostenere la crescita economica e la competitività del sistema produttivo”.

Lo ha dichiarato Marco Cuchel, presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti, in apertura dei lavori del forum “Commercialisti, ogni scelta traccia il futuro”, promosso a Bari nella sala congressi del The Nicolaus hotel.

“Per troppo tempo si è ipotizzato di aumentare la competitività comprimendo salari, pensioni e compensi professionali. Oggi – ha sottolineato Andrea De Bertoldi (Lega) -, è chiaro che questa strategia non funziona: per sostenere la crescita occorre rafforzare il potere d’acquisto delle famiglie e valorizzare il lavoro e le professioni.

È necessario rendere più attrattiva la professione per i giovani, a partire da una revisione della legge sull’equo compenso. Se un compenso deve essere equo, deve esserlo per tutti i clienti, comprese le PMI che rappresentano il cuore del tessuto produttivo e della nostra attività professionale”.

La complessità normativa è stata sottolineata da Mario Turco, vicepresidente nazionale del M5s “In questi anni imprese e professionisti hanno dovuto confrontarsi con continui cambiamenti normativi che hanno spesso generato incertezza e difficoltà applicative. Troppo frequentemente vengono approvate norme prive dei necessari decreti attuativi, rendendone complessa l’effettiva operatività.

È il caso della delega fiscale e del Piano Transizione 5.0, più volte modificato ma ancora caratterizzato da criticità che limitano l’accesso alle agevolazioni per gli investimenti innovativi.

Per questo è necessario ripensare il modo di legiferare, puntando su norme chiare, tempestivamente attuabili e realmente in grado di produrre effetti concreti a favore di imprese e professionisti”.

Sul rapporto fiduciario Stato-cittadini si è soffermata anche Chiara Tenerini (Forza Italia): “È necessario costruire un rapporto di fiducia tra Stato, imprese e professionisti, fondato su regole chiare, semplici e prive di ambiguità interpretative.

Un quadro normativo certo riduce il contenzioso, limita il ricorso ai tribunali e favorisce gli investimenti, rafforzando la competitività del sistema economico.

All’interno di regole definite, imprese e professionisti devono poter operare con maggiore libertà e responsabilità, lasciando ai controlli successivi il compito di sanzionare chi non rispetta la legalità. Una burocrazia eccessiva rischia invece di frenare l’iniziativa economica e di sottrarre risorse preziose alla crescita e all’innovazione”.

Ha introdotto i lavori Nicola Grasso, assessore alla Legalità del Comune di Bari: “Le istituzioni e i professionisti devono lavorare in sinergia per costruire norme più efficaci e vicine alle esigenze di cittadini e imprese.

Il contributo di chi opera quotidianamente sul campo è fondamentale per semplificare gli adempimenti, garantire maggiore chiarezza e favorire lo sviluppo economico nel rispetto della legalità.

Ringrazio ANC per aver scelto Bari come sede di questo importante confronto nazionale, con l’auspicio che tutti i partecipanti possano tornare presto in città anche da turisti”.

Soddisfazione è stata espressa da Giuseppe Scalera, presidente Anc di Bari: “I commercialisti rappresentano da sempre un presidio di legalità e un punto di raccordo tra cittadini, imprese e pubblica amministrazione.

Da Bari lanciamo un appello al dialogo con le istituzioni per costruire insieme soluzioni concrete a sostegno dello sviluppo economico e sociale del Paese”.

Ubaldo Pagano, presidente della Commissione Bilancio del Consiglio Regionale della Puglia, ha evidenziato “lo stretto rapporto che lega professionisti e istituzioni nella costruzione di percorsi normativi che siano in grado di rilanciare l’economia dei territori”.

Di particolare interesse le relazioni tecniche degli esperti Andrea Bongi e Paolo Longoni su ‘Revisione e collegi sindacali tra rigore dei controlli e gestione dei rischi aziendali’ e di Giuliano Mandolesi, che ha illustrato ‘Come sopravvivere alla tempesta perfetta degli adempimenti tra novità fiscali e criticità’.

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