Settore chiede un’apertura strategica dei mercati con la tutela degli interessi delle imprese e dell’occupazione di qualità
Il comparto delle piastrelle in ceramica sostiene con favore la conclusione delle trattative per il trattato di libero scambio tra l’Unione Europea e l’India, ma richiede protezioni contro pratiche commerciali sleali. L’industria ceramica italiana, che realizza oltre l’80% delle sue vendite attraverso l’export ed è fra le più globalizzate in Europa, spera che l’accordo offra piena reciprocità e salvaguardie adeguate per i settori più vulnerabili.
Per garantire che l’accordo sia giusto e sostenibile, i rappresentanti di Confindustria Ceramica sottolineano che è fondamentale che venga supportato da alti standard normativi in materia ambientale e sociale e da efficaci clausole di salvaguardia. Riguardo alle piastrelle, rimangono tuttavia in atto pratiche di dumping nelle esportazioni dall’India verso l’Unione Europea, come confermato dalla Commissione Europea. Su questi articoli si applicano dal 2023 specifici dazi antidumping, oltre a un dazio generale del 5%.
Confindustria avverte che l’eliminazione di tale dazio base anche per i prodotti ceramici sarebbe “non solo illogica, ma minerebbe l’efficacia delle misure di protezione commerciale, premiando comportamenti scorretti e abusivi”. Questo danneggerebbe la competitività del settore italiano ed europeo, già in competizione con un’industria indiana “estremamente aggressiva, dotata di forti sovracapacità produttive”.
La produzione italiana auspica che alla conclusione del negoziato le Istituzioni sappiano “bilanciare realisticamente un’apertura strategica dei mercati con la protezione degli interessi delle imprese e di occupazione di qualità”.
Ciro Di Pietro

