“Le vendite al dettaglio continuano a diminuire e i consumi delle famiglie sono stazionari”. Così ha commentato Confesercenti i dati forniti dall’ISTAT.
Secondo l’associazione, “Si conferma una stagnazione delle spese delle famiglie residenti che dura da più di due anni, senza indicazioni di ripresa. La diminuzione delle vendite al dettaglio potrebbe preannunciare un rallentamento anche del Pil nel terzo trimestre, con il rischio di una recessione tecnica per l’economia italiana”.
“Per quanto riguarda il tipo di esercizio, la diminuzione è più marcata per i negozi di piccole dimensioni, che stanno soffrendo per la frenata dei consumi e l’aumento dei costi, mentre la grande distribuzione riesce a mantenere i clienti grazie a promozioni sempre più incisive, sottraendo spazio al commercio indipendente. Secondo le nostre valutazioni, nei primi sette mesi di quest’anno le piccole superfici hanno subito una diminuzione dello 0,9% in termini di volume, mentre la grande distribuzione ha registrato un incremento dello 0,6%. L’unico settore in forte crescita continua a essere quello dei discount alimentari e delle grandi strutture con prevalenza di prodotti alimentari”, ha specificato Confesercenti.
In un periodo in cui anche la domanda internazionale sta rallentando, “Rilanciare i consumi interni deve diventare la priorità delle politiche economiche. La prossima legge di bilancio dovrebbe liberare risorse a sostegno dei redditi familiari attraverso tagli tangibili: un intervento a beneficio delle tredicesime potrebbe fornire un impulso immediato e significativo ai consumi in un momento cruciale per il nostro mercato interno e per l’intero sistema delle imprese”, ha concluso.
Ciro Di Pietro

