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Carlo Cracco al Forte Village: territorio, idee e accoglienza

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Cagliari, 6 lug. (askanews) – Carlo Cracco torna al Forte Village con un suo ristorante, che porta nel celebre resort di Santa Margherita di Pula una cucina stellata che vuole, come l’intera struttura, vivere in simbiosi con il luogo che lo ospita. “È il territorio il nostro valore – ha detto Cracco ad askanews – il nostro goal. Noi poi ci mettiamo al servizio del territorio e lo interpretiamo, magari aggiungendo un piccolo tocco, una piccola mano nostra, un po’ diversa e questo serve soprattutto in un contesto così, dove c’è tantissima offerta, ma allo stesso tempo c’è bisogno anche di variare e la cucina si presta a questo”.

Elegante quanto basta, il ristorante Cracco è però anche un luogo accogliente, di attenzione, e questo non è scontato, e offre agli ospiti del Forte un’occasione di scoprire piatti particolari, ma pure qualcosa di più sottile e intimo. E questo non può che valorizzare ulteriormente quella che è l’offerta turistica. “Il nostro Paese vive di turismo – ha aggiunto lo chef – dobbiamo migliorare sempre di più: alzare la qualità, alzare l’asticella in modo da poter offrire ai nostri clienti che verranno un’esperienza, qualcosa di unico”.

Carlo Cracco aveva già lavorato con il Forte Village in passato, ma oggi il suo ritorno ha una forza e un impatto diversi. “È il ritorno di un chef straordinario – ci ha detto Magno Cristiani, resident manager del Forte Village – che propone un’offerta culinaria unica nel suo genere a una clientela sempre più internazionale e sempre più esigente”.

La peculiarità del ristorante Cracco è proprio nella ricerca di una relazione con il territorio, che diventa idee culinarie, come in uno dei piatti proposti dallo chef. “Abbiamo trovato questi astici blu – ci ha raccontato Carlo Cracco – perciò quelli selvatici, qui vicino, per cui li abbiamo lavorati, li abbiamo cotti appena appena a temperatura giusta e li abbiamo serviti con una salsa al fermentino. Semplicissimo, nient’altro, solo una piccola insalatina a parte, ma era un piatto favoloso”.

Potrebbe sembrare un ossimoro, ma la semplicità, ovviamente curata, può diventare una forma di lusso imprevedibile e, di questi tempi, vorremo dire necessaria. Che, unita alla cortesia, può davvero fare la differenza, al di là delle stelle e del glamour.

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