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Calderone (Assica): dazi Cina su carni suine no effetti su Italia

AttualitàCalderone (Assica): dazi Cina su carni suine no effetti su Italia

Dal 2022 con primo caso Psa bloccato import dal nostro paese
Roma, 19 giu. (askanews) – “Partendo dal presupposto che le guerre commerciali sono spesso negative per l’economia in generale e non solo per i partner commerciali che le ingaggiano, in quanto alterano le regole del gioco degli scambi globali, l’eventuale decisione cinese di imporre dazi sulle importazioni di carni e prodotti suini dall’Unione europea non avrebbe effetti diretti per il nostro Paese”. Lo ha detto Davide Calderone, direttore di Assica, l’associazione industriali delle carni e dei salumi, ad Askanews.
L’assenza di effetti sull’Italia è dovuta al fatto che, già dal gennaio 2022, quando è stato riscontrato il primo caso di PSA in un cinghiale nel territorio dell’Italia continentale, le Autorità cinesi hanno bloccato l’importazione di tutti i prodotti suini dall’Italia”.
Ad oggi, tra i grandi esportatori europei di prodotti suini che hanno accesso al mercato cinese ci sono Spagna, Francia, Danimarca e Olanda, “che sarebbero senz’altro colpiti dall’imposizione di ulteriori barriere tariffarie poiché la Cina rappresenta un fondamentale mercato di destinazione per i prodotti suini europei”, spiega il direttore generale di Assica.
Prima della chiusura totale, nel 2021 l’Italia aveva esportato circa 21.000 tonnellat di carni suine fresche e congelate (+23% rispetto al 2020), pari a oltre 60 milioni di euro. “Ed è un dato importante – rileva Calderone – se consideriamo che l’avvio delle nostre esportazioni di carni suine verso la Cina era stato autorizzato solamente nel 2019, dopo 15 anni di trattative tra le autorità italiane e quelle cinesi”.
Ieri, 18 giugno, l’assemblea di Assica, svoltasi a Bologna ha eletto all’unanimità Lorenzo Beretta alla presidenza. Beretta, più volte vicepresidente dell’associazione, raccoglie il testimone da Francesco Pizzagalli. E, tra i temi caldi che il settore si troverà ad affrontare nel breve termine, c’è il forte incremento dei costi industriali e della materia prima (nazionale ed estera) e la PSA, che non accenna ad essere risolta, e sta avendo gravissime ripercussioni sull’export dei prodotti verso i Paesi terzi.

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