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Assistenza Ssn per gli italiani all’estero, “colmata ingiustizia lunga 35 anni”. Incasso stimato di 4 miliardi

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ROMA – Consentire ai cittadini italiani residenti all’estero e iscritti all’Aire fuori dai confini della Ue di avere l’assistenza sanitaria in Italia dopo aver pagato un premio annuo di 2 mila euro. Compresa anche la possibilità di avere un medico di famiglia. È lo scopo della proposta di legge, primo firmatario Andrea Di Giuseppe di FdI, approvata la scorsa settimana dalla Camera e ora approdata al Senato per il via libera definitivo. Il provvedimento, che estende gratuitamente il diritto anche ai minori residenti all’estero, è stato illustrato nel corso corso di una conferenza stampa a Montecitorio a cui hanno preso parte tra gli altri il capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami, il vicepresidente della commissione Affari sociali, Luciano Ciocchetti, e il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato. Per Di Giuseppe la proposta di legge rappresenta “un atto di giustizia e di rispetto verso la nostra comunità nel mondo” e colma “un’ingiustizia che dura da 25 anni”.

La misura, infatti, va a correggere la distorsione per la quale fino a oggi migliaia di italiani all’estero non si iscrivevano all’Aire per timore di perdere l’accesso al Servizio Sanitario Nazionale. “Una distorsione che non solo ha falsato le statistiche dell’Aire, ma ha anche comportato un carico occulto sul sistema sanitario, costretto a sostenere costi per cittadini che non contribuivano al mantenimento della struttura”, ha spiegato Di Giuseppe. La legge non comporta un nuovo onere per le casse dello Stato, ma apre anzi a un incasso che il deputato di FdI ha stimato in circa 4 miliardi l’anno: “Oggi gli iscritti all’Aire fuori dai confini della Ue sono 4 milioni. La platea teorica a cui si rivolge questo provvedimento è almeno il doppio, pari 8 milioni. Se il 20-30% aderisse, e aderirà, approssimativamente stiamo parlando di 4 miliardi. È un calcolo matematico basato sul 20%”, dice Di Giuseppe. “La somma di 2mila euro corrisponde all’incirca alla quota pro-capite spesa in media per garantire il servizio sanitario ai cittadini italiani”, calcola Gemmato.

Il provvedimento è stato approvato alla Camera il 27 novembre con 139 voti favorevoli, 22 astenuti (M5S)e un contrario. “Abbiamo uno dei migliori sistemi sanitari pubblici al mondo. Lo straordinario universalismo e la competenza dei nostri sanitari non deve essere sacrificata sull’altare della competizione elettorale”, dice ancora Gemmato. Per Bignami il progetto di legge “pone rimedio a una manchevolezza e ribadisce la centralità di un legame con i nostri connazionali all’estero”. Secondo l’ex ministro Giulio Tremonti è “un provvedimento straordinario, quasi miracoloso, che non comporta nuovi oneri”. Ciocchetti ricorda invece “il lavoro condiviso” che ha garantito “in tempi brevi un testo di iniziativa parlamentare. Auspichiamo che il Senato possa approvarlo nel minor tempo possibile”.
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