Arrestato in Italia un terrorista dell’Isis

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VENEZIA – Non stava preparando attentati terroristico in Italia, F.R., il tunisino di 25 anni arrestato dalla Polizia di Venezia perché ritenuto organico ad una cellula Isis. Lo spiega Carlo Ferretti, primo dirigente della Polizia di Stato, oggi in conferenza stampa dalla questura di Venezia. Prima dell’arresto, il soggetto è stato infatti seguito dalla Polizia per circa un mese e mezzo, durante il quale non ha dato segno di essere coinvolto nella preparazione di azioni, né è sembrato volersi costruire una posizione in Italia, e non ha avuto contatti se non con alcuni soggetti arrivati sbarcati insieme a lui, come spesso accade.

LO SBARCO IN SICILIA AD AGOSTO

Questo, unito al fatto che non abbia cercato alcun lavoro, fa pensare che “l’Italia non fosse la sua destinazione finale”, spiega Ferretti. Facendo un passo indietro, F.R. risulta essere sbarcato in Sicilia alla fine di agosto, dove ha richiesto di entrare nel circuito di protezione internazionale. Subito identificato è stato quindi messo in quarantena e poi assegnato ad una struttura di accoglienza in provincia di Venezia, “nella prima periferia di Mestre”.

LA CELLULA TUNISINA DELL’ISIS

A inizio ottobre, però, il servizio per la Cooperazione internazionale di Polizia (Scip) ha comunicato alla direzione centrale della polizia di prevenzione che le autorità tunisine, tramite Interpol, avevano segnalato la presenza in Italia di un cittadino tunisino membro di una cellula terroristica contigua all’Isis, che già operava in Tunisia con attacchi esplosivi. Negli stessi giorni la notizia è stata comunicata anche dall’Aise, che ha aggiunto che il soggetto in questione era sbarcato in Sicilia. La direzione centrale della polizia di prevenzione ha quindi svolto i dovuti controlli, individuando in F.R. un soggetto dalle generalità compatibili con quelle segnalate.

IL TRASFERIMENTO AL CPR DI GRADISCA D’ISONZO

A questo punto l’uomo è stato posto sotto sorveglianza e, una volta identificato con certezza grazie alla comparazione delle impronte con quelle inviate dalle autorità tunisine, è stato trasferito nel Cpr (Centro permanenza per il rimpatrio) di Gradisca di Isonzo, in quanto ritenuto un soggetto socialmente pericoloso. Il 23 novembre le autorità tunisine hanno internazionalizzato il mandato di arresto e il 24 F.R. è stato effettivamente arrestato. Il 27 novembre, infine, la procura di Trieste ha convalidato il fermo in attesa di rimpatrio. F.R., in realtà, potrebbe ora chiedere di essere processato in Italia, spiega Ferretti, ma non si è ancora espresso sul punto.

Al momento la polizia italiana non sa comunque “quanti attentati abbia compiuto in Tunisia, se li abbia effettivamente compiuti o quale fosse il suo ruolo nell’organizzazione”, precisa poi Ferretti. Di certo, “la vicenda dimostra che il sistema organizzato ha funzionato”, evidenzia Ferretti. “Il sistema italiano è un’eccellenza, la nostra Digos si conferma il terminale di un sistema complesso”, aggiunge il questore di Venezia Maurizio Masciopinto.

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