A Napoli 4.000 procedimenti per la violenza di genere

Confronto tv nel talk ‘La Notizia in Comune’ con Cristina Donadio, Rosalia Porcaro, Cristina Curatoli, Manuela della Corte Rossella Silvestre

In onda giovedì 24 novembre alle ore 23 su Canale 8
Il programma di approfondimento targato Max Adv di Massimiliano Triassi

Violenza di genere e femminicidio sono i temi al centro della sesta puntata del talk televisivo prodotto dalla Max Adv di Massimiliano Triassi e coordinato della redazione giornalistica de “La Notizia in Comune”. La puntata va in onda sull’emittente regionale Canale 8 (digitale terrestre nr 14) giovedì 24 novembre alle 23 e in replica venerdì 25 alle 8.

Ospiti della trasmissione, per questa puntata condotta da Rosario Verde, sono Matilde Andolfo (giornalista e scrittrice), Cristina Donadio (attrice), Cristina Curatoli (Pubblico ministero Procura di Napoli), Manuela della Corte (sociologa) e Rosalia Porcaro (attrice). In collegamento è intervenuta Rossella Silvestre (Action Aid Roma).

Matilde Andolfo nel suo intervento ha sottolineato: “È positivo che stiano crescendo le denunce ma i controlli? Bisogna prevenire ed intervenire per evitare che si arrivi alla violenza, condizione che lascia alla donna colpita solo la chance della denuncia. Le forze dell’ordine e le istituzioni devono essere al fianco delle donne per impedire le violenze”.

 Cristina Curatoli, intervenendo nel dibattito, ha evidenziato: “Ogni anno sono circa quattromila i procedimenti che riguardano la violenza di genere in riferimento alla sola città di Napoli. Il dato positivo è che aumentano le denunce e sta crescendo la fiducia verso le istituzioni.

Un aspetto importante è di lavorare sui mass media e sui messaggi che vengono veicolati perché l’informazione e la comunicazione hanno un ruolo di primo piano nel contrasto alla violenza di genere”.

Rosalia Porcaro, protagonista negli anni scorsi di uno spot antiviolenza, ha commentato: “Rispetto agli anni precedenti c’è sicuramente una maggiore consapevolezza sul tema della violenza di genere, ma purtroppo i dati rilevano che i femminicidi sono aumentati”.

Cristina Donadio ha aggiunto: “Per anni troppe donne hanno pensato erroneamente che la violenza fosse addirittura frutto di troppo amore. Se un uomo usa violenza è perché ama male o perché si ama troppo. Ma nella realtà sono concetti e idee profondamente sbagliati. Il dato nuovo è che cambiata la cultura del rapporto di coppia, perché un tempo l’uomo pensava di essere padrone o il soggetto forte che prendeva le decisioni. Oggi non è più così“.

Manuela della Corte ha spiegato: “In generale non sono aumentati i casi ma è cambiato l’approccio nel contrasto alla violenza. Il tema violenza di genere inoltre è entrato nel dibattito pubblico ed oggi più donne chiedono aiuto e si rivolgono a centri di ascolto d case di accoglienza. Un segno che i tempi sono cambiati, ma va sottolineato che il centro antiviolenza non lavora mai da solo, ma è un elemento di una rete più ampia. Servono quindi protocolli con la Procura della Repubblica e con le forze dell’ordine perché un solo attor da solo non può fare tutto”.

Rossella Silvestre ha evidenziato che “Femminicidio è solo la punta dell’iceberg perché la violenza ha molte forme e le istituzioni devono intervenire prima che si arrivi all’irreparabile. Ogni anno in Italia 52mila donne si rivolgono ai centri antiviolenza. Il problema principale è soprattutto culturale e vanno promossi corsi di sensibilizzazione nelle scuole rivolti per esempio alle forze armate”.

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