Nuova tassa sulle auto inquinanti, lo stop del governo dopo le polemiche: “Cambieremo la norma al Senato” – Il Fatto Quotidiano

La maggioranza ha deciso di intervenire sull’ecotassa che sta sollevando numerose critiche. Salvini: “Sono contrario”. Il leader M5s: “Provvedimento va migliorato per non penalizzare chi deve acquistare un’utilitaria. Faremo un tavolo per l’auto elettrica, ibrida e a metano, con i costruttori, a partire da FCA, e con le associazioni dei consumatori”. Il ministro dell’Ambiente: “Tenere conto della povera gente e di chi deve comprare la pandarella”

di F. Q. | 6 dicembre 2018

Dopo le polemiche per la nuova tassa sulle auto inquinanti, inserita con un emendamento M5s alla manovra in commissione Bilancio alla Camera, il governo cambia idea e annuncia che sarà modificata nel passaggio al Senato. Contrari alla nuova imposta si dicono ora sia Luigi Di Maio che Matteo Salvini: “Va migliorata per non penalizzare chi ha bisogno di acquistare un’utilitaria”, è il concetto espresso da entrambi. E pure il ministro dell’Ambiente Sergio Costa dice: “Bisogna tenere conto di chi ha la ‘pandarella’”.
A livello pratico, è stato il capogruppo della Lega al Senato Massimiliano Romeo ad annunciare le modifiche una volta che sarà il loro turno di analizzare la legge di Bilancio. “A proposito del bonus malus sulle automobili”, ha detto, “pur condividendo il fatto che vada incentivato l’acquisto di auto elettriche, siamo però contrari ad un aggravio di costi per chi acquista auto di normale dotazione. Pertanto cambieremo la norma al Senato”. Il leader M5s Di Maio ha garantito che “non esiste nessuna nuova tassa per auto già in circolazione. Chi ha un Euro3 o qualsiasi altra macchina non pagherà un centesimo in più”. E ha aggiunto: “La norma va migliorata subito per non penalizzare nessuno, in particolare chi ha bisogno di acquistare un’utilitaria. Ho deciso di convocare un tavolo tecnico al ministero dello Sviluppo economico, per migliorare gli incentivi per l’auto elettrica, ibrida e a metano, con i costruttori, a partire da FCA, e con le associazioni dei consumatori. Insieme troveremo la soluzione giusta per centrare due obiettivi: proteggere noi e i nostri figli dall’inquinamento, senza pesare sul portafogli”.

D’accordo anche il ministro dell’Ambiente del M5s Sergio Costa, che comunque difende la logica degli incentivi per chi sceglie di non inquinare. “Abbiamo un principio europeo, chi inquina paga, che non è repressivo, ma preventivo: se tu non intendi allinearti alla salvaguardia del pianeta, devi essere sfavorito”, ha detto. “Ecco perché c’è l’incentivazione sulle auto elettriche, che deve essere estremamente sostenuta, e dall’altra parte bisogna bilanciarla tenendo conto della povera gente, che magari ha la ‘pandarella’ e ha difficoltà. Questo è sicuramente oggetto di discussione politica, nel principio europeo. Dobbiamo tendere a favorire chi non inquina, e di conseguenza orientare il mercato, perché deve essere conveniente non inquinare detto questo, poi c’è il dibattito politico. L’importante è il dialogo, per vedere la visione nella quale ci stiamo muovendo”.
Il governo in queste ore, subito dopo l’approvazione dell’emendamento in commissione, è stato accusato di fare “Robin Hood alla rovescia“. “La manovra finanziaria del governo gialloverde”, ha detto Roberto Di Maulo del sindacato autonomo Fismic Confsal, “manifesta tutto il suo disinteresse rispetto alle tematiche fondamentali che potrebbero permettere al Paese una ripresa che porti occupazione stabile e non pannicelli assistenziali o misure sbagliate come il caso degli incentivi e disincentivi sul mercato dell’auto. Si prospetta una situazione paradossale e ingiusta nella quali i ceti meno abbienti dovrebbero finanziare, con una sovrattassa iniqua e senza senso, l’acquisto di macchine ibride o elettriche che saranno acquistate presumibilmente da coloro che hanno maggiori possibilità economiche. Un governo Robin Hood alla rovescia che toglie ai poveri per ai ricchi, creando delle importanti difficoltà proprio allo stabilimento di Pomigliano individuato dal piano industriale Fca come candidato a costruire utilitarie per il mercato di massa nel nostro Paese”.
Forza Italia rivendica di aver dato il via alle polemiche e aver fatto scoprire l’intervento dell’esecutivo. “La sacrosanta marcia indietro del governo sulla cosiddetta eco-tassa”, ha detto l’azzurra Mara Carfagna, “cioè l’ennesimo inutile balzello sulle famiglie contenuto in questa legge di Bilancio, dimostra l’approssimazione di M5S e Lega e l’assoluta inadeguatezza dell’esecutivo ad affrontare e risolvere i problemi del Paese. Senza la denuncia di Forza Italia cosa sarebbe successo? Siamo tutti favorevoli a una svolta del mercato automobilistico verso i motori elettrici e ibridi, meno inquinanti di quelli diesel e benzina. Ma le svolte si realizzano con politiche industriali e incentivi intelligenti, non tassando di più dall’oggi al domani le automobili a diesel e a benzina”. Protesta anche il Partito democratico: “Passeranno alla storia non soltanto come gli inventori di una nuova tassa sulle automobili, ma anche come i killer dell’auto italiana e del made in Italy. Sapete quale è l’unico Paese che ancora non produce auto ibride? L’Italia! E cosa fa il Governo Lega-M5S? Incentiva con contributi in denaro l’acquisto di auto ibride mentre tassa per la prima volta le altre. Incredibile!”, ha scritto su Facebook Michele Anzaldi.

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