Il caso Huawei spaventa le Borse. Piazza Affari parte male, spread a 280

Seduta pesante sui mercati finanziari europei, con gli indici che perdono oltre il 2%, sulla scia della Borsa di Tokyo e delle Borse cinesi, con il caso Huawei che irrompe
nella già fragile tregua tra Usa e Cina sul tema dazi. In rosso anche i future sugli indici Usa. Nella notte è arrivata la
notizia dell’arresto, in Canada, della direttrice finanziaria del colosso cinese Huawei, Meng Wanzhou, figlia del fondatore del gruppo Ren Zhengfei, per effetto di una richiesta di estradizione negli Usa nell’ambito
di indagini sulla violazione di sanzioni all’Iran. «L’arresto avviene sullo sfondo di preoccupazioni legate al commercio
e alla tecnologia, nonché alla sicurezza informatica nel momento in cui si utilizza hardware cinese per i sistemi It», commenta
Michael Hewson di CMC Markets UK. L’arresto e le possibili sanzioni alla società «potrebbero far deragliare tutto ciò che
è stato concordato nel fine settimana tra il Presidente XI e Trump», spiega l’analista.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib

A Milano vendite generalizzate, Ftse Mib scende sotto quota 19milaIntanto, sul fronte politico italiano, secondo gli analisti di Mps Capital Service «i toni si sono fatti più tenui e collaborativi,
con le parti che sembrano finalmente lavorare meno sui social e più su di un possibile accordo». A questo riguardo, il vice
premier Di Maio ha affemato che «il clima dei colloqui sta cambiando» e stamattina gli ha fatto eco Moscovici affermando «siamo
sulla giusta strada». Il titolo peggiore a Piazza Affari è Diasorin sui minimi da aprile 2018 dopo il downgrade di Kepler: le azioni sono state sospese in asta subito dopo l’avvio e segnano
ora un calo di oltre sei punti percentuali. Male anche Stmicroelectronics che risente del calo dei tech e in più del fatto che è uno dei principali fornitori di Huawei. Male anche Fiat Chrysler Automobiles e tutti i titoli della galassia, penalizzata anche dai timori di tasse-incentivi governativi sul settore auto. Pesanti
le azioni delle società esposte negli Usa e sul tema dazi. Le vendite colpiscono anche le banche, tengono solo le utilities
ma passano in rosso: Enel, Terna, Italgas e A2a limitano le perdite, mentre fuori dal listino principale salgono le Acsm-Agam.

Andamento dello spread Btp / Bund

Petrolio: -3% Wti e Brent, meeting Opec al via senza un accordo Le quotazioni del petrolio scivolano di circa il 3% nel giorno in cui si aprono i lavori del vertice dei Paesi Opec e degli altri Paesi partner, Russia
innanzi tutto, sui livelli di produzione del greggio: le divergenze di posizione tra i vari Paesi, l’incertezza sulle scelte
di Mosca e l’influenza esterna degli Stati Uniti e del presidente Trump che spinge per mantenere i prezzi di bassi per supportare
la crescita globale stanno penalizzando i corsi del Wti e del Brent. Il meeting potrebbe sancire «un taglio dell’output nell’ordine
del milione di barili al giorno per la durata di sei mesi, almeno stando alle indiscrezioni trapelate da un meeting preliminare
di ieri tra Russia e Arabia Saudita» indicano gli analisti di Mps Capital Services anche se la scommessa degli operatori punta
a una intesa più ampia. Il ministro saudita dell’Energia, Khalid al-Falih, ha spiegato che l’Opec ritiene adeguato un taglio
alla produzione e che una riduzione di un milione di barili al giorno potrebbe essere sufficiente per riequilibrare il mercato
ma «al momento non c’è un accordo» e «tutte le opzioni sono sul tavolo». Sotto la lente i rapporti con gli Usa: «Non mi serve
il permesso di un Paese estero per tagliare la produzione» ha detto lo stesso ministro saudita. «Trump è solo un osservatore
esterno all’Opec» ha detto il ministro del petrolio venezuelano Manuel Quevedo. «E’ la prima volta che un presidente degli
Stati Uniti dà istruzioni all’Opec su cosa fare» ha dichiarato il ministro del petrolio iraniano Bijan Namdar Zangeneh aggiungendo
che un prezzo da ritenere accettabile sarebbe tra i 60 e i 70 dollari al barile.
(Il Sole 24 Ore Radiocor)© Riproduzione riservata

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